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Live Report Ac/Dc

Imola, 9 luglio 2015

5 ore da Milano per arrivare a Imola, soliti incidenti dovuti alla distrazione, solita coda all’uscita per Imola, ma praticamente tutto da programma. La giornata è calda, ma non è quel caldo torrido degli ultimi giorni, ogni tanto arriva qualche folata fresca e all’interno dell’autodromo si sta quasi bene, getti d’acqua sul pubblico in attesa e bar facilmente raggiungibili senza troppa ressa.
La serata viene aperta dai Vintage Trouble e la prima cosa che si nota è il volume molto basso, ho pensato immediatamente ad un dispetto tra band di apertura e band headliner, ma mi sono dovuta ricredere più tardi. I Vintage Trouble vengono accolti bene, la loro musica piace e trascorriamo una mezz’oretta in loro compagnia.

Alle 21.10 il pubblico comincia a rumoreggiare, gli Ac/Dc dovevano iniziare alle 21.00, ma dopo pochissimi minuti il boato ed eccoli sul palco preceduti da immagini sui megaschermi. Il concerto si è svolto regolarmente grazia alla presenza di un gruppo di sardi muniti di bandiera con i 4 mori. I 92 mila accorsi ad Imola li accolgono con tantissimo calore e urla, la pecca immediata è il volume … siamo ad un congresso di CL o ad un concerto rock? Questa scelta non è stata molto compresa, avrebbero potuto alzare parecchio il volume, ma niente da fare, l’esibizione è andata avanti con audio da educande. La scaletta procede come annunciato, le canzoni si susseguono senza molte interazioni tra il gruppo e il pubblico, ma questo non rovina l’insieme del concerto. Su alcuni pezzi il pubblico è scatenatissimo, ma altrettanto scatenati sono gli Ac/Dc. Sì, ho già sentito le polemiche sul fatto che non sono più gli stessi, che la voce del cantante non è più perfetta, che ogni tanto sbagliano qualcosa … ma quello che si vede sul palco è comunque un grandissimo spettacolo. Angus Young, alla tenera età di sessant’anni corre e salta per tutta la durata del concerto, il suo duck walk rimane inimitabile, durante Let There Be Rock si concede un assolo di 15 minuti con il pubblico in delirio, suona la chitarra da terra e addirittura la suona usando la sua cravatta. Potete continuare a dire che gli Ac/Dc sono invecchiati e che perdono colpi, ma sul palco c’è stata una band che fa ancora invidia ai ventenni, la loro carica ed energia superano di gran lunga quello che ci propinano molte band di oggi, sarà colpa dei risvoltini che impediscono alle nuove generazioni di fare uno spettacolo degno di essere chiamato tale.
Gli Ac/Dc non sono più gli stessi, ma nemmeno il pubblico è più lo stesso. Tutti muniti di cellulare, aste, telecamere, iPad, GoPro per riprendere (orribile!!!!). Cantano in coro con il gruppo, ma non ci sono le solite scene da delirio in cui si salta e si urla tutti insieme. Anche l’età media del pubblico è cresciuta e i giovani sono in numero nettamente inferiore rispetto ai 30/40/50 anni che affollano l’Autodromo. Pienone anche di ragazze e ragazzine, una gara a chi indossa i pantaloncini più corti e le corna più luminose. Non un concerto da rock duro di altri tempi, ma un evento un po’ più commerciale e mainstream che nessuno voleva perdersi. Gli Ac/Dc rimangono un super gruppo in grado di catalizzare l’attenzione nonostante la loro età e la produzione che non riesce più ad eguagliare pezzi come Highway To Hell, You Shook Me All Night Long, Let There Be Rock, Hells Bells, TNT.

Il concerto nel suo insieme è stato spettacolare, fuochi d’artificio, canzoni che rimarranno nella storia e nell’immaginario del rock, le polemiche lasciano il tempo che trovano. A fine concerto è stata un’impresa riuscire a guadagnare l’uscita, tutto il pubblico incanalato in un’unica direzione, bloccati per tre ore appena fuori dal parcheggio, manovre spericolate per liberare la strada ad un’autoambulanza ferma, assenza di vigili e forze dell’ordine nei punti in cui servivano. Raggiungere l’albergo a pochi chilometri da Imola alle 3.30 del mattino è stata la parte più hard rock della serata, probabilmente qualcuno non ha organizzato il deflusso in modo corretto. La location non sembra tra le migliori per organizzare eventi di questa portata, San Siro viene svuotato e le strade vengono liberate in circa 30 minuti dalla fine dei concerti, oltre 3 ore per l’Autodromo di Imola… qualche dubbio dovrebbe sorgere nella mente degli organizzatori e del Comune.

A cura di Valentina Ferrari

Autore:

Alessandra Sandroni