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Live Report Raveonettes

Live Report Raveonettes

Roma
17 febbraio 2013 @ Circolo degli Artisti

Erano parecchi anni che non vedevamo il duo danese de i Raveonettes a Roma, memori di un paio di date proprio al Circolo degli Artisti e una performance gratuita a una Festa dell’Unità, se non ricordo male. Sull’onda del tour per il nuovo Observator, i due sono accompagnati dalla band milanese degli Hot Gossip, recentemente funestata da diversi cambi di line-up, tanto che la formazione in questo caso era piuttosto eccentrica.
Alla chitarra c’era addirittura Francesco Mandelli, che i più anziani di voi ricorderanno con l’appellativo di “Nongio”, anche se ora noto al grande pubblico per ben altri motivi.
Intelligentemente, si è astenuto da ogni sorta di accentramento dell’attenzione del pubblico, che sarebbe stata fuori luogo, limitandosi a suonare e cacciare qualche “yeah!”. La band si è esibita in un rabbioso rock di quelli carismatici, ideali per il rimorchio immediato di ragazze facili, a metà tra Jet e gli australiani Datsuns. Nonostante la relativa inesperienza della formazione, il risultato è stato notevole e alquanto compatto, una performance di qualità.
Dopo una mezz’ora di preparazione e accordature che neanche i Dream Theater nel loro giorno peggiore, arrivano finalmente i Raveonettes. I due ci hanno presentato una scaletta molto attenta all’ultimo album, come da programma, ma anche con generose dosi di Lust Lust Lust, non a caso riconosciuto come uno dei loro lavori più riusciti, anche dal sottoscritto. Il loro ormai più che decennale Whip it On pure ha visto parecchio spazio dedicato, tra cui la raramente ascoltata Bowels of the Beast e le rumorosissime e violente My Tornado e Cops on our Tail proprio in chiusura.
Han chiaramente fatto capolino anche classici come Dead Sound e Blush, assieme a futuri pezzi da novanta come Young and Cold (particolarmente apprezzata a metà set, per smorzare un po’ i toni) e Curse the Night.
Sune e Sharin son apparsi particolarmente in forma, il primo, ormai quarantenne, con un giocoso berretto con visiera e col suo tipico balletto oscillante, la seconda un timido fantasma della Nico, con un aderente completino grigio chiaro. C’è da dire che la presenza di una batteria sostanzialmente classica, rispetto ai due tamburi utilizzati nel tour di Lust, giova non poco al loro sound più costruito e diretto.
Per una band che così palesemente esibisce le proprie influenze del passato, i Raveonettes continuano a evocare un fascino davvero unico, come assistere a un vecchio film in bianco e nero, magari con la pellicola leggermente rovinata e scolorita. Ogni minimo difetto aggiunge al fascino di un duo che, ormai, non ha davvero più nulla da provare alla critica.

Ci lasciano a fine serata particolarmente soddisfatti e con le orecchie ormai provate, felici di averli ritrovati in splendida forma.

A cura di Damiano Gerli

un ringraziamento al Circolo degli Artisti
 

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