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Live Report Phoenix Effect


Live Report
Phoenix Effect
(+ The Rivers Of Mars)


Semifinal, Helsinki

29/03/2012

Se capitate a Helsinki, assicuratevi di fare un salto a Urho-Kekkosen katu, la via più rock della città.
Nei suoi 200 metri si trovano negozi di musica e locali come il leggendario Tavastia, vero tempio del rock, tappa obbligata nell carriera di tutte le maggiori band.

Ma in questo giovedì di fine marzo, nel crepuscolo, ci avviamo verso la porta accanto, quella del Semifinal. Più piccolo rispetto al ‘fratello maggiore’, ma tra le pareti nere coperte di posters e stickers si respira la stessa atmosfera.

Ed è qui che stanno per esibirsi i Phoenix Effect. Non sono in tour, non hanno nemmeno un disco in uscita, ma dopo un periodo di pausa per impegni dei vari componenti, hanno deciso di ‘riattivarsi’, mettendo in cartellone questa unica data: occasione imperdibile.

Ad aprire la serata sono i Rivers of Mars, giovane band con un album di debutto (“Love, State, Awakening”) in uscita a maggio. Con ben tre chitarre in azione sul palco, suonano un rock orecchiabile e pieno. Presentano i singoli Let The Wind Blow, Miracle Of The Sun oltre ad altri pezzi ancori inediti. Davvero convincenti: attendiamo l’uscita del disco.

Dopo un’ora circa, è il turno dei Phoenix Effect.
I quali, giusto per mettere in chiaro le cose, aprono il concerto con All 4 Nothing 4 All, ed è un vero e proprio muro di suono quello che ti investe mentre suonano, paralizzante.
Cantano di come al giorno d’oggi nessuno si preoccupi più di suonare il vero rock: è tutta solo musica preconfezionata, che niente ti chiede e niente ti dà. Decisamente non è il loro caso: fissi il palco e stenti a credere che siano davvero quei quattro ragazzi lì davanti a te, jeans in dosso e strumenti in mano, a sprigionare tutta questa energia. L’assolo di basso a metà canzone sembra voler chiarire ancor meglio il concetto.

Forse è un’usanza fin troppo inflazionata quella di dire che una band è meglio dal vivo che sul disco, ma in pochi casi la cosa è vera come in questo: i Phoenix Effect dal vivo infondono un’intensità tutta nuova ad ogni pezzo che eseguono.
Quando dopo tre o quattro pezzi ti aspetteresti un rallentamento, un momento tranquillo nella scaletta… loro picchiano ancora più forte con  King See No Evil. E quando a questo seguono Mask Of Sanity, Into Flame e poi la incalzante Hey You, inizi a chiederti se abbiano mai avuto in repertorio dei pezzi soft o se te li eri solo immaginati. La verità è che dal vivo ogni pezzo diventa un inno rock, merito soprattutto dell’energia della batteria, che si sprigiona in un ritmo serrato e potente, uno scheletro robusto a sostenere la musica.
Degna di nota la performance di Janne Kärkkäinen che, chitarrista di nascita e prestato alla voce per questo progetto, sfodera doti vocali veramente impressionanti (viene da chiedersi perchè si fosse limitato alle sole sei corda prima d’ora), eseguendo perfettamente anche i passaggi più difficili, dando anzi il massimo nei pezzi più forti.

Tra i vari brani la band cerca l’interazione col pubblico.
Insormontabili barriere linguistiche ci impediscono di capire cosa si
stiano dicendo, ma il pubblico sembra reagire bene, quindi ci fidiamo.

La scaletta è incentrata soprattutto sul secondo omonimo disco, suonato quasi per intero (forse anche perchè l’intera sessione ritmica è cambiata tra i due lavori), senza tralasciare però il precedente Cyannide Skies, dal quale proviene anche il singolo d’esordio Broken Promises: un’ultima serie di decisi riff va a concludere questo primo set.

Qualche minuto dopo, tornano sul palco per un encore che vira inaspettatamente verso un mood del tutto diverso: è la volta di una ballad come Magic, per poi concludere con Stand Your Ground, le canzoni che chiudono rispettivamente primo e secondo disco.

Esci dal locale con la sensazione di essere stato un privilegiato per aver assistito a un simile show. Se è vero che “rock’n’roll is dead and buried”, è vero anche che ci sono in giro band in grado di resuscitarlo.

Setlist:
All 4 Nothing 4 All

Black Art

A Light To Guide

King See No Evil

Mask Of Sanity

Into Flame

Hey You

Killing The Afterglow

Sugarcoated Illusions

Euphoria

Broken Promises

—————–

Magic

Stand Your Ground

Live Report a cura di Lisa Donatini

Autore:

staff