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Via Lattea - Questa terra

2015, primo EP omonimo. 2016, primo disco ufficiale! Più sintetica di così la biografia dei Via Lattea non era proprio possibile! L'ensemble viene da Siena (a due passi da qua!) è formato da ben 7 elementi e, lo dico subito, a mio avviso è riuscito a tirar fuori davvero un disco d'esordio di tutto rispetto! Insomma, i ragazzi se la sono suonata proprio bene! Per essere un primo lavoro il sound è già molto maturo, preciso, inquadrato, insomma, convincente.
La voce profondissima di Giovanni Rafanelli prende per mano tutte le 8 tracce del disco, le solleva dalle profondità della new wave e le eleva verso la nuova scena cantautorale di questi anni '10.

Che poi, detto tra noi, di nuovo questa suddetta scena non ha granchè, ma quando i tuoi rimandi sono Fabrizio De Andrè o Piero Ciampi non ti devi giustificare proprio con nessuno! Vai dritto per la tua strada e tanti saluti a chi non sa, non vuole, o non riesce proprio ad apprezzarla.
8 canzoni in cui il cantautorato si mischia a chitarre distorte e batterie elettroniche. Così come nelle dichiarate intenzioni della band, il disco vuole essere "istantanea" di questi anni, descriverne le crudezze, i suoi lati cupi, le sue tristezze, le sue speranze. Un 2016 come sfondo alle metriche e alle melodie di un disco che parla di amore e indifferenza.
I momenti più convincenti mi sono sembrati "E' arrivato l'inferno", canzone che apre il disco e "Un angelo", traccia numero 5. In particolare la prima è forse il pezzo che ho preferito di tutto il lavoro. Suono e arrangiamento, pregevoli, descrivono da subito i colori e le sfumature che andremo mano a mano ad apprezzare. "Un angelo", voce a parte, mi ha ricordato le sonorità del "Benvegnù" dei tempi di "Hermann"!Che disco!!! E concedetemi la parentesi!

Meno convincenti mi sono sembrate invece "Questa terra" e "Buonanima". Forse per mero discorso di gusti, ma mi sono apparse più statiche, come se il percorso si fosse per un attimo interrotto. "Marinaleda" è invece il pezzo più immediato, ok diciamolo, radiofonico! L'ho detto, ma prometto che non lo faccio più!!! "Parole d'amore", molto De Andrè, molto new wave, molto dark,...bella. La canzone che tra tutte ti sa conquistare più lentamente. Il primo ascolto non mi aveva rivelato tutte le sue sfumature, la sua rabbia nascosta, la sua amarezza. Altro momento insomma degno di attenzione di un disco che volge poi al termine sulle note di "Non mi sono mai sentito così vivo", altro pezzo difficile da apprezzare ai primi ascolti, ma che riesce a mostrarsi potente ad ogni nuovo passaggio. Il suo inizio, oscuro, si ammorbidisce poi verso un finale etereo che si apre in un crescendo di speranza e fiducia! La qualità c'è tutta, i numeri anche. La scommessa è aperta! Non rimane che aspettare il secondo disco, sempre più complicato del primo (...giusto per non mettere pressione!) e magari qualche live estivo!

01. E' arrivato l'inferno
02. Questa terra
03. Parole d'amore
04. Marinaleda
05. Un angelo
06. L'età del muro
07. Buonanima
08. Non mi sono mai sentito così vivo

a cura di: Simone Grazzi

Immagine che rappresenta l'autore: Gianni Antichi

Autore:

Gianni Antichi

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