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Therapy? – Disquiet

In maniera simile ai loro amici gallesi Manic Street Preachers, i Therapy? hanno sempre vissuto accostando una sorta di fama che non sono mai riusciti veramente a raggiungere. A differenza dei primi, però, hanno subito cercato di discostarsi da un album essenziale per la loro carriera come Troublegum, fingendo di essere interessati più allo sperimentare che alla fama.

Personalmente ricordo con grande affetto la loro cover di Diane degli Husker Du (proprio da Infernal Love del 1995), accompagnata da un video abbondantemente inquietante che manifestava la loro chiara intenzione di allontanarsi dalla traccia metallara del precedente album.
Da allora i nostri han altalenato tra oscurità e ritorno al pop metal degli inizi, mai però abbracciando in pieno quella pesante eredità. A quanto pare, però, rivisitare in tour lo scorso anno le canzoni che tutti i fan adorano, li ha convinti che forse è il caso di riprovare; evidentemente i debiti cominciano a farsi sentire oppure si son stufati di far finta di nulla, ma fatto sta che Disquiet ci riporta indietro più che avanti.
E se questo sembra una critica, ripensateci, perché il trittico iniziale Still Hurts/Tides/Good News is no news spacca tutto, alternando riff pesanti, oscure storie e ritornelli enormi che vi si infilano subito in testa, portati avanti dalla vociona di Andy Cairns.
Altri pezzi funzionano meno bene, nel mezzo infatti Disquiet si perde un po’ in un generico sound anni novanta, non aiutato da una produzione fin troppo mediana, riprendendosi un po’ con la imbronciata Vulgar Display of Powder dove Andy strilla “Now you’ve really let me down and I don’t want you around!”.

Torment Sorrow Misery Strife invece non sfigurerebbe sul nuovo album dei Millencolin, qui i nostri picchiano e avanzano con una sicumera da ventenni, non certo da band al suo quattordicesimo album da studio.
Quel che però va sottolineato è che al di là di paragoni nella carriera degli irlandesi, ci son pochi gruppi con questa esperienza che riescono ancora a suonare così convincenti in studio nel 2015, ci tocca apprezzare la bella boccata d’aria gelida che Disquiet arriva a regalarci.

01. Still Hurts
02. Tides
03. Good News Is No News
04. Fall Behind
05. Idiot Cousin
06. Helpless Still Lost
07. Insecurity
08. Vulgar Display of Powder
09. Words Fail Me
10. Torment Sorrow Misery Strife
11. Deathstimate

Recensione a cura di: Damiano Gerli

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