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Stoneghost – New Age of Old Ways

Girano intorno alla zona sud di Londra da qualche anno, ma confesso che pure io mi ero perso il groove/stoner degli Stoneghost ma, per fortuna, ho avuto modo di rimediare.

Con Faceless Ghost si comincia già in maniera piuttosto seria, singolo che subito butta fuoco sulle polveri e inizia con un mix di attacchi aggressivi senza però far mancare una melodia che, per quanto non eccessivamente orecchiabile, è piuttosto piacevole.
Altro pezzone con un groove bello serio è All They Need is the Light, a metà tra attacchi aggressivi alla Pantera (periodo Reinventing the Steel) e melodie stile Mastodon.
I vocalizzi di Jason Smith vanno spesso sul crunch aggressivo, ma riesce comunque a convincere anche sui puliti pur senza splendere, come nella parte iniziale di Second to Breathe, finendo per alzare particolarmente il tono nell’ottimo ritornello.
Condita invece da chitarra acustica e percussioni più delicate, stile quasi Black Sabbath di Planet Caravan, la conclusiva Let Sleeping Beasts Lie che si conferma altro ottimo episodio (l’assolo non è spettacolare, ma glielo perdoniamo dai) e dimostra comunque una certa poliedricità dei quattro londinesi.

Indubbiamente anche la produzione del disco riesce a convincere, un insieme di potenza e medi corposi, senza esclusione di colpi. Se fate molta attenzione riuscirete pure a sentire il basso, che volete di più dalla vita?
Un debutto decisamente con le palle quello degli Stoneghost, praticamente obbligatorio per appassionati del genere.

01. Faceless Ghost
02. Devil’s Motion
03. All They Need is the Light
04. Second to Breathe
05. The Sound Remains
06. Raynardine
07. Sleeper
08. Your Trigger, My Finger
09. Third Degree
10. Let Sleeping Beasts Lie
11. Mother of all Bastards (Demo)

Recensione a cura di: Damiano Gerli

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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