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Midlake Live Report

Midlake Live @ Tunnel (Milano)
08 – 03 – 2014

La lunga assenza dai palchi nostrani della band texana ha coinciso con scosse telluriche che ne hanno
profondamente condizionato l’equilibrio e minato l’esistenza stessa.
La pubblicazione di “The Courage
of Others
”, album visionario e che alcuni hanno descritto come forse poco a fuoco, che si discostava
comunque dal precedente “The Trials of Van Occupanther” che aveva raccolto un discreto successo, ed
una serie di esibizioni in cui la sofferenza del frontman Tim Smith traspariva in maniera netta, sembravano
preludere ad un punto di svolta nella storia della band. E così, ecco che negli ultimi battiti del 2012 è giunto
l’addio di Smith.
Sebbene molti si aspettassero che l’uscita dal gruppo del frontman avrebbe significato il
discioglimento della band, i membri dei Midlake hanno sorpreso un po’ tutti mettendosi immediatamente
al lavoro per un nuovo album, con il chitarrista Eric Pulido ora ad interpretare il ruolo che fu di Smith.
La scelta di portare avanti il progetto Midlake senza il suo membro maggiormente rappresentativo è
stata immediatamente accostata ad altri eventi simili che costellano la storia del rock. E sebbene molti si
aspettassero un passo falso dei texani, l’LP Antiphon non fa altro che dissipare ogni dubbio e ci restituisce
una band in forma, ispirata e che è riuscita a tradurre un evento destabilizzante in tracce emozionanti (così
come era già riuscita a fare in passato).

Questa premessa spiega la folta presenza del pubblico milanese a quello che ha il vero sapore di un
“evento”. Tunnel pienissimo e non poteva essere altrimenti. Vuoi perchè i Midlake erano e rimangono una
delle band più interessanti del panorama indie, vuoi perchè si era curiosi di vedere la band nella nuova
veste alla prova del palco, vuoi perchè, comunque, Antiphon è un ottimo disco.
L’ora e mezza circa di show è quasi ovviamente incentrata proprio su quest’ultimo lavoro. Nella setlist
troveranno anche posto brani tratti dagli album precedenti, come la meravigliosa Roscoe, We Gathered in
Spring, Young Bride, Rulers Ruling All Thing o Head Home
, ma va da sè che i brani tratti da Antiphon siano
quelli che attualmente la band sente più suoi.
Fanno bene i Midlake a credere nelle loro ultime composizioni, perchè l’atmosfera che si instaura
all’interno del locale è quella che solo i grandi sono in grado di creare.
Psichedelia avvolgente, folk e tinte
prog si fondono e si destabilizzano con sferzate puramente rock in code di jam dilungate e dotate di una
potenza creativa cui è impossibile restare indifferenti. Le melodie vocali sciolgono tensioni sedimentate
e sembrerebbe quasi di trovarsi negli anfratti di vecchie chiese monumentali accompagnati da canti
gregoriani, se non fosse per quella naturale propensione alla melodia visionaria ed alla distorsione che, se
possibile, innalzano ancor di più il canto verso cime sconosciute e liberatorie.
La dedizione della band è totale e la fine di ogni cavalcata è scandita dalla risposta entusiasta del pubblico.
La soddisfazione dei ragazzi sul palco è evidente perchè è chiaro che si sentano forse “sotto esame”.
Non è
un caso se Eric Pulido ringrazi affermando che: “It means the world to us”.

A cura di Captain Eloi 

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