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Intervista Paola Rotasso

Ondalternativa segue Heroes, un progetto nato a Roma e che coinvolge varie arti e varie persone per un grandissimo scopo.
Paola Rotasso, sceneggiatrice ed operatrice, principalmente), ha la sfortuna di essere la prima ad essere intervistata da noi per parlare di questo interessantissimo progetto.

Ciao Paola e benvenuta. In breve vorremmo sapere qualcosa di te.

Io sono una ragazza che ha sempre avuto la passione per la comunicazione attraverso le immagini.
Ho cominciato a credere che se una persona vuole realizzare un sogno nella propria vita può farlo.
Ci vogliono fortuna, testardaggine, passione, fiducia e un pizzico di ottimismo.
Oggi mi sento di poter dire che ho iniziato a costruire le fondamenta per realizzare il mio sogno. Poi, chi vivrà vedrà!

Puoi dirci cosa è il progetto Heroes e a cosa mira?
Il progetto Heroes è un progetto fresco, nuovo, giovane e all’avanguardia. Heroes è formato da un folto gruppo di persone/artisti di ogni tipo (musicisti, videomaker, fotografi, organizzatori eventi e quant’altro) che sostengono l’idea da cui è nato questo ambizioso progetto: sostenere i talenti emergenti, indipendenti e underground italiani a cui viene dato pochissimo spazio nei grandi circuiti nazionali.
L’obiettivo è quello di creare un grande circuito su scala nazionale in cui gruppi musicali di tutta Italia vengono fatti conoscere attraverso tournèe e attraverso il sostegno di fotografi e videomaker che fanno i report dei concerti. 
A mio parere il livello dei musicisti proposti da Heroes fino ad ora è veramente alto, quindi riesce bene la fidelizzazione con lo spettatore.
Quello che spero è che Heroes diventi un marchio di garanzia dell’underground.

Ho apprezzato tantissimo il lavoro che hai fatto nei video di "Odete" degli Spiritual Front,
di "E.C.G." di Operaja Criminale e di "Best porno" degli Spiral69 (CHE CONSIGLIO A
TUTTI I LETTORI DI ONDALTERNATIVA DI GUARDARE): ti andrebbe di parlarci
delle tecniche che usi e delle tue modalità di lavoro?

Ci sono delle fasi che scandiscono il fare un videoclip. 
Per prima cosa ascolto il pezzo e mi lascio ispirare dalle parole, dalla melodia, dal genere di musica.
Poi mi riunisco con i musicisti e condivido con loro le mie "visioni" cercando di riuscire a renderle armoniche con l’idea che loro hanno del brano a livello visivo. In genere da queste riunioni viene fuori lo script del videoclip, che funziona proprio come la sceneggiatura di un cortometraggio.
Dopo di che arriva la fase più tecnica ovvero stabilire che tipo di inquadrature usare nello specifico per quel video, che attori coinvolgere, in che location girare e che fotografia utilizzare. Da qui si organizzano i giorni di riprese.. e poi CIAK si gira!
Una volta girate le immagini si va al montaggio (io sono la montatrice dei miei video da sempre) e qui le visioni, le parole, le riunioni, la musica, tutto prende forma e vita. Il final cut si decide insieme ai musicisti prima dell’uscita del video.
Come tecnica di riprese ho uno stile mio nella scelta delle inquadrature e dei movimenti di macchina, non amo le inquadrature fisse, adoro primi piani e dettagli, mi piacciono i colori pastello e le atmosfere noir, in genere mi esprimo attraverso simboli e metafore visive.

Quanto è difficile "campare di arte e di ciò che si vuole" in Italia nel 2012?

Difficilissimo. Io ho sempre svolto lavori paralleli (assistente alla regia sui set, segretaria in una società di produzione cinematografica, insegnante di cinema nei laboratori pomeridiani per le scuole) con i quali ho comprato la mia attrezzatura di lavoro.
Purtroppo il meccanismo dei soldi che non girano nell’underground di ogni mestiere indipendente è un cane che si morde la coda. 
I gruppi sono autoprodotti, quindi non hanno molti fondi da investire per i videoclip, quindi il guadagno è minimo. 
Io mi sono adattata a tutto questo e cerco di puntare sull’idea dello script e sulla qualità del girato piuttosto che immaginare di dover aspettare per girare qualcosa di valido un set con i mezzi hollywoodiani.
Per i soldi in futuro ci saranno sempre le cosiddette "marchette", ma, per ora, sono ancora nella possibilità di scegliere gli artisti con cui collaborare in base alla loro affinità con me, e questo mi crea tanta soddisfazione ed è una cosa impagabile.

Aneddoti curiosi che si sono verificati sul tuo lavoro?
Gli aneddoti sui set sono sempre presenti.. 
Ne ricordo solo alcuni dei videoclip che hai citato precedentemente.
Carlo De Ruggieri è stato felicissimo di prendere partecipare come attore sul set di E.C.G. (Operaja Criminale) sia in seguito all’ascolto dell’album del gruppo che lo ha entusiasmato,ma anche perchè si sarebbe trovato a recitare al fianco di uno dei suoi mostri sacri della musica, Giorgio Canali.
Durante le riprese di E.C.G., a fine giornata, (ero stanca morta!) ho dato indicazioni di regia a Carlo chiamandolo <> (nome dello schiavo di fotografia, personaggio interpretato da Carlo nella serie tv Boris, di cui io ero/sono ultrafan!) e lui -vedendo il mio imbarazzo- ha sdrammatizzato la gaffe dicendo: <> (Appellativo con cui veniva chiamato Lorenzo sempre nella serie tv Boris).
Quando abbiamo girato nel cimitero di Minturno (LT) il videoclip Odete con gli Spiritual Front era il 6 novembre, c’erano 5 gradi, il cielo era plumbeo e pioveva.. la mia attrice, Beatrice Brancazi, indossava un vestitino estivo smanicato perchè io volevo che si vedesse l’incarnato del corpo. (Sono sempre un pò sadica con i miei attori..)
Simone Salvatori (Spiritual Front) per il brano Odete si è ispirato al film omonimo portoghese di Joao Pedro Rodrigues del 2005, e mi aveva espresso il desiderio che anche il videoclip fosse ispirato alle vicende della protagonista del film. E così è stato.
Nel videoclip Odete non compare il chitarrista degli Spiritual Front (Giorgio Maria Condemi) perchè si era da poco rotto il ginocchio in una trasferta e, dovendo stare a riposo, non ha potuto raggiungerci sul set.
L’appartamento in cui abbiamo girato Best Porno (il playback e la scena nella stanza da bagno) di Spiral69 è stato demolito una settimana dopo le riprese e ora è diventato un appartamento completamente differente. Quindi quella location non esiste più.
Il playback di Best Porno è stato girato una domenica, il giorno prima c’era stata la festa di laurea di Licia, (la pianista di Spiral69) diciamo che per la band è stata abbastanza dura cominciare le riprese quel giorno! 
Nel video di Best Porno compaio anch’io in una microinquadratura nelle vesti proprio di "regista".

E’ difficile gestire i gruppi durante le riprese o tutto sommato è una cosa che ti viene
naturale?

Dirigere le persone in generale sul set è un’attitudine che ho imparato col tempo.
Adesso devo dire che mi viene abbastanza naturale. Credo che il punto sia uno: più hai le idee chiare su quello che stai facendo più riesci a comunicarle in maniera decisa, sicura e convincente alla troupe, al gruppo e agli attori. Se hai le idee confuse le persone si confondono, si perdono e smettono di seguirti.

Dove volete arrivare con Heroes? Qual è stato il riscontro del pubblico finora?
Io credo che il riscontro sia stato molto positivo. Le serate sono sempre molto riuscite e il pubblico è sempre soddisfatto dei concerti.
I fotografi sono bravissimi ad immortalare musicisti e pubblico e ci sono anche molti videomaker (tra cui io) che girano dei video-report dei concerti per poi pubblicarli in rete.
Spero che Heroes arrivi lontano. Spero che diventi un riferimento importante per l’underground nazionale.

Quali sono i CD che ascolti maggiormente negli ultimi tempi?
Ascolto un pò di tutto in realtà.. Dai cd dei gruppi amici dell’underground romano (Spiritual Front, Operaja Criminale, Spiral69, Milk White, Ivaskevich, Bal Musette Motel, Confield) ai i miei gruppi preferiti: Smiths, Joy Division, The Cure, Radiohead, (e molti altri) fino a tantissimi altri gruppi diversi da quelli citati.

Quali artisti ti hanno influenzato maggiormente e quando hai deciso di fare il lavoro che fai?
Da piccola ero un’amante dell’horror. Mi piacevano molto i film.
Sono cresciuta tra Nightmare, Venerdì13, Scream, Hell raiser, La bambola assassina, Suspiria, La notte dei morti viventi, Il corvo, Ritorno a oz, e tutti i classici della Walt Disney.. Quando ho capito che "fare i film" era un mestiere (intorno ai 10 anni) ho saputo che era esattamente quello che volevo fare io: scrivere storie, dare loro una vita e dare loro un pubblico.

Microfono aperto per dire ciò che vuoi e grazie ancora da Ondalternativa.
Grazie mille per l’intervista. Ai lettori: se siete curiosi andate a guardare i miei lavori e iscrivetevi ai vari canali youtube (sia al mio che a quelli dei gruppi) per gli aggiornamenti futuri.. In uscita tante altre cose a breve! Ciao!


a cura di meskio

 

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