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Intervista Dirty Smile

DIRTY SMILES

Come detto nella recensione di “Pressures” questi Dirty Smiles hanno dato prova di
saperci fare. La band di Caserta ha mostrato validi elementi in chiave rock moderno,
cosa che ci ha spinto a incontrarli di persona per questa chiaccherata.

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Ondalternativa. Partiamo dalle
presentazioni e raccontandoci quanto da voi fatto dal 2009 a oggi?

Ciao a voi, qui parla Aldo, voce e chitarra ritmica della band: all’interno della formazione
troviamo poi Matteo alla batteria, Alberto al basso e Ben come chitarra solista. Bene, il
progetto è nato per lo più come passatempo nel 2009, infatti ci divertivamo a suonare
pezzi dei Green Day e Blink182 come fa ogni band alle prime armi d’altronde. Andammo
avanti come cover band fino al 2011, anno in cui con l’arrivo di Ben, svoltammo verso i
primi brani inediti. Così, nel 2012, arrivò il primo EP “A few seconds” tramite il quale, oltre i
primi riscontri positivi sul Web, riuscimmo a esibirci in diversi live club di tutto il territorio
regionale. Soddisfatti del lavoro svolto, dedicammo l’intero 2013 alla composizione e
produzione del nostro primo album. Dopo mesi di duro lavoro il 4 luglio 2014, rendemmo
pubblico il nostro primo singolo “Today” su YouTube, grazie al quale ottenemmo, oltre al
mega supporto della nostra fanbase, la possibilità di firmare con This Is Core Records
nelle settimane successive. Seguirono diversi live durante tutta l’estate, sino al 10 ottobre,
giorno in cui fu reso pubblico il secondo singolo “Anywhere”, disponibile su BlankTV
grazie alla nostra attuale label, la quale, inoltre, distribuisce “Pressures” su tutte le
piattaforme di musica digitale.


Di recente siete giunti al debutto discografico con “Pressures” un disco che vanta
varie influenze all’interno della scena rock, andando a riprendere elementi cari alla
scena alternative anni ’90 ed elementi più recenti. Volete parlarci di come è nato il
disco e quali obiettivi vi eravate prefissati prima di entrare in studio?

Mmm bella domanda… Beh, come tutte la band credo che si arrivi a un punto in cui c’è la
voglia di mettersi in gioco e magari provare a fare qualcosa di più concreto oltre ai live. Il
disco nasce proprio con questa consapevolezza, ovvero con l’idea di voler “investire” (e
non intendo solo denaro) nel progetto per esporci a un pubblico sempre più vasto e
verificare dalle critiche quali fossero davvero le nostre potenzialità. Obiettivi in particolare
forse non ne avevamo, l’unico era quello di dare il meglio di noi in ogni singola nota per
poi migliorarci dalle critiche ricevute.


Quali band a vostro avviso hanno influenzato questo debut?

Da diversi anni siamo amanti del rock prettamente britannico (band come Young Guns,
Deaf Havana, Mallory Knox, You Me At Six), quindi come influenze maggiori indicherei
indubbiamente loro. Non ti nascondo però di esser stato allevato da band americane
come Green Day, Blink 182, All Time Low, There For Tomorrow, A Day To Remember,
New Found Glory, Yellowcard, Lorene Drive e The Used…

Di cosa siete particolarmente orgogliosi riascoltandolo?

Di esser riusciti a fare davvero tutto da soli, aiutati soltanto dalla forza di volontà e la mia
maniacale ostinazione.


Il disco sembra essere stato pensato per dare il meglio di sè dal vivo, l’impronta live
oriented infatti è ben evidente. Una scelta studiata a tavolino oppure qualcosa del
tutto naturale e spontaneo?

In verità eravamo molto titubanti all’inizio delle registrazioni proprio per le difficoltà che
avremmo incontrato se avessimo “osato troppo” con basi e suoni particolari nel disco, per
poi non riportarle nei live. Il tutto ovviamente era risolvibile con un semplice “click in ear” e
noi ne eravamo consapevoli, ma optammo per il sano rock’n’roll duro e rozzo del live
libero, quindi è del tutto naturale.

A proposito di live, come sta reagendo il pubblico alle nuove canzoni?
Molto positivamente! La cosa più bella è veder cantare un tuo brano durante un live,
episodi che anni fa non accadevano mai. I messaggi di persone sconosciute che ci
vengono inviati dopo ogni performance, significano davvero tanto per noi, oltre,
ovviamente, al mega supporto di tutte le persone che ci seguono da anni e alle quali
saremo eternamente grati.

Una scelta curiosa è quella di aver inserito due brani in italiano all’interno della
tracklist. A cosa dobbiamo questa scelta?

E’ stato più che altro un esperimento, volevamo trovare un connubio tra genere e testo in
italiano, ma viste le critiche forse non è stata una buona idea, nonostante i nostri fan su
Facebook pensano il contrario.


Ascoltandoli tra l’altro si nota come songwriting e interpretazione siano ben diverse
rispetto ai restanti brani in lingua inglese.Il fatto di esservi proposti in italiano
potrebbe significare uno sbocco in chiave futura su piani tendenzialmente più
commerciali?
Haha cosa?! No, assolutamente no!

Quanto tempo dedicate alla band solitamente?

Passiamo molto tempo in sala prove, minimo 2 ore e mezza per 2-3-4 volte a settimana.


Dal vivo vi siete mossi per lo più nelle vostre zone. State pianificando un tour di
supporto al disco?

Proprio stamattina abbiamo ricevuto una mega notizia riguardo al tour! Non voglio svelare
nulla per ora, ma indubbiamente ci sarà.


Parliamo dei testi. Il mood del disco è un mix tra speranza e malinconia, quali sono i
temi trattati al suo interno?

Oltre a quelli che hai già nominato, il tema principale è quello della rabbia e l’inquietudine
di un ragazzo italiano alle prese con questo strano mondo moderno. I problemi da
affrontare quotidianamente, il futuro incerto e la voglia di andar via sono ben evidenziati,
ma non manca quel senso di nostalgia del passato tra le peggiori compagnie di sempre,
gli amici.

Un pregio e un difetto dei Dirty Smiles?

Mmm… Lasciami pensare… Come difetto direi che siamo degli insaziabili bevitori, come
pregio che prima di essere una band, siamo ottimi amici.


Cosa state ascoltando in questo periodo?

Io: Lonely The Brave, You Me At Six e Mallory Knox

Matteo: Mallory Knox, Tonight Alive, Nickelback

Ben: Young Guns, Paramore

Alberto: Oasis, Slash, Bryan Adams

Le ultime parole famose?

Chi paga da bere al prossimo giro?

Autore:

staff