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Intervista A place to bury strangers

INTERVISTA A PLACE TO BURY STRANGERS

Gli A place to bury strangers sono una band newyorkese noise rock conposta da Olivier Ackermann, Dion Lunadon e Robi Gonzalez. Abbiamo intervistato il loro cantante, Olivier, per conoscerli meglio.

1. Buongiorno ragazzi! Innanzitutto volevo ringraziarvi per la grande opportunità che avete dato al nostro sito, Ondalternativa, di intervistarvi. “Strange moon” è il vostro primo EP composto da cover di una band: da chi è nata questa idea?

Grazie a voi, davvero. E’ venuta a me, sinceramente, ma la scintilla è venuta da Dion, che suonava qualche canzone dei Dead Moon mentre stavamo guidando durante i trasferimenti di un tour. Mi ha fatto capire l’amore che provo per questa band: non avevo mai ascoltato prima alcuna delle loro canzoni e sono rimasto stupito da quanto erano potenti e selvagge.

2. Perchè avete scelto i Dead Moon?

Sono un grande gruppo e, in quanto tale, come tutte le grandi band, dovrebbero essere apprezzati. Sono sempre andati dritti per la loro strada e hanno sempre creduto in ciò che hanno fatto.


3. Una domanda più personale: descriviti con tre aggettivi.

Sudato, carnoso e malsano

4. Qual è la canzone del vostro repertorio che rappresenta al meglio ognuno di voi?

Bella domanda (SUPPONGO CI SI POTREBBE METTERE “DIFFICILE RISPONDERE…CAMBIA A SECONDA DEI MOMENTI…” NOTA DEL MESKIO)

5. Com’è stato il Record Store Day 2013?

Veramente eccezionale. Ho avuto la possibilità di trovare ottimi dischi e alla gente sembra sia piaciuto il nostro EP “Strange Moon”

6. Come vi siete incontrati?

Ho incontrato Dion a Los Angeles quando viveva abusivamente in appartamenti di persone ricche mentre loro erano in vacanza fuori città. Un mio amico lo conosceva ed è capitato di andare a zonzo per le colline a fare casino. In seguito mi è capitato di incontrare di nuovo Dion qualche anno dopo a New York ma lui non si ricordava di me; sarei andato lì a salutarlo ma probabilmente lui avrebbe pensato “Hey, chi è questa strana persona che pensa di conoscermi?”. Dopo qualche tempo siamo diventati buoni amici e abbiamo cominciato a suonare insieme. E proprio insieme abbiamo conosciuto Robi tramite un amico in comune: ci ha impressionato perchè suonava la batteria tenendo ritmi velocissimi e non mi era mai capitato di sentire suonare qualcuno in questa maniera prima di lui. E’ una macchina.

7. Oliver, com’è lavorare con Robi e Dion?

Sono persone straordinarie che vivono appieno nella loro arte, sono cool e ci intendiamo alla perfezione.

8. Sono curioso: come fate a mixare così bene noise e wave?

Non saprei. Quello che per te è noise, per me è normale chitarra. Abbiamo solo cercato di creare qualche suono scazzato che per noi sta bene con ciò che pensiamo.

9. Che aneddoti ci potete raccontare riguardo la vostra collaborazione live coi Jesus and Mary Chain?

Mah, non c’è tanto da dire, sinceramente. Non erano particolarmente interessati e il loro show non era un granchè … Peccato, perchè li avevo visti una volta e mi erano piaciuti ma in seguito non ho avuto lo stesso feeling.

10. OK, Last but not least, cosa significa “A place to bury strangers” e perchè avete scelto questo nome?

Oh, ha un sacco di significati e specialmente ciò che tu pensi voglia significare…. Il vecchio bassista, Tim, scelse questo nome, lo mise sul nostro primo volantino e da uel momento è stato così!
11. Ok.

L’intervista è finita. Grazie per il vostro tempo.

Grazie a voi!
Oliver

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