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Intervista Pornoriviste

Ciao ragazzi, grazie per avere accettato di dedicarci un po’ di tempo, sappiamo che siete molto impegnati con il vostro tour estivo, “No Expo Tour”.
Non è stato affatto impegnativo il Tour No Expo, diciamo che ci sono aspetti nella vita di un uomo molto più faticosi e pericolosi.

1) In tantissimi stavano aspettando il vostro ritorno sulla scena live, quali sono le prime impressioni? Come è iniziato il tour?

Il tour è iniziato con un concerto (proprio come poi è finito) e come dici tu in tantissimi sono venuti sotto i palchi a portarci affetto, grinta e un cuore che pulsa

2) “No Expo Tour”, avete deciso di dare un nome forte al vostro ritorno in pubblico, cosa vi ha spinto a questa scelta?

Diciamo che nella primavera 2015 se sei Tommi e vuoi trovare un nome ad un tour estivo si tratta di una scelta “quasi obbligata”, un po’ come se ti nasce un bimbo con la minchia non puoi chiamarlo Emanuela.

3) Parliamo di spazi in cui suonare. Sempre più band underground segnalano che trovare posti per esibirsi e in cui avere un contatto con il pubblico sta diventando sempre più difficile. Qualche giorno fa si è parlato di un “rave” organizzato sulla Darsena dopo lo sgombero di un centro sociale. Per la stampa si è trattato di musica, alcol e scritte sui muri, i ragazzi intervenuti alla festa hanno semplicemente fatto notare che si sono presi uno spazio in cui poter suonare, ballare e socializzare. Gli spazi per stare insieme stanno scomparendo, sempre se non si tratta di qualcosa di mainstream o comunque socialmente approvato dalla maggioranza. E’ quello che state vivendo anche voi? La cultura mainstream sta soffocando ogni forma di controcultura e cultura alternativa?

Tutto ciò che non è mainstream sta scomparendo o meglio, come si dice ultimamente, i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. Le Pornoriviste rappresentano un’eccezione: seguito mainstream e atteggiamento D.I.Y. I media sono una scorciatoia, se vuoi arrivare alla gente e restarci non serve la tele, le collaborazioni o i concerti per il partito democratico e mafie varie. Parole, musica, scelte coraggiose e illuminanti.

4) Expo e Milano, in tantissimi sono scesi in piazza armati di spugnette per ripulire lo “scempio” fatto da qualche gruppo durante il corteo del Primo Maggio. Oltre alle “scritte della vergogna” sono stati eliminati graffiti che invece rappresentavano opere d’arte e messaggi profondi. Molti vogliono andare a pulire i murales del Leoncavallo a colpi di spugnetta senza rendersi conto dell’immensità di quei lavori. La cultura della spugnetta riuscirà a bloccare e cancellare l’opinione di quelli che non seguono la massa? E’ così facile?

Personalmente non amo le bombolette e la Merkel è una multinazionale che preferisco non finanziare. Scelgo la “tradizione orale” e parlo con le persone come Gesù Bambino e il Mago Otelma. Tra quelle che tu chiami scritte della vergogna e i graffiti preferisco le prime.

5) Black Hole, uno sguardo sull’underground italiano, un libro uscito da poco e in cui si parla anche delle Porno Riviste. Può essere che siate tra i gruppi più rappresentativi di questa “scena” italiana? Senza falsa modestia, avete una carriera molto intensa, calcate i palchi da tantissimi anni e giovani e meno giovani vi seguono. Sentite più responsabilità o più felicità per questo?

Sinceramente non conosco la scena di cui parli e non conosco nemmeno altri gruppi che si possano definire “punk”. Non è facile, bisogna crederci. Sento responsabilità e felicità in egual modo anche perché avere delle responsabilità e portarle a termine può essere la felicità.

6) Vi rileggo un post di Tommi: “E un giorno tra non troppi anni qualcuno o qualcosa vi chiederà dove eravate e cosa facevate mentre le multinazionali avvelenavano il pianeta trasportando minchiate per il globo… Eravate in prima linea? Da che parte della barricata?

L’ 1\5\2015 a Milano da una parte c’eravamo noi NO EXPO e dall’altra, a nord ovest di Milano, l’EXPO. Fiera delle multinazionali italiane e non, con i loro rappresentanti tra cui sbirri e politici. Alcuni NO EXPO hanno spaccato qualche banca e qualche auto di lusso, riempiendo di fumo l’aria del centro città. Alcuni PRO EXPO (multinazionali) hanno spaccato qualche isola tipo l’Indonesia e riempito di veleni l’atmosfera. I primi colti sul fatto, hanno guai seri con la “giustizia”, i secondi, colti sul fatto, premi aziendali e riconoscimenti (vedi Ferrero). Il punto è che uniti NO EXPO e PRO EXPO sono forse il 5% della popolazione. Il restante 95% è in vendita al miglior offerente ed è l’ago della bilancia che potrà impedire o avvallare la dittatura delle multinazionali. Siete voi? “. La tua frase fotografa una situazione di “stallo intellettuale” che sembra sempre più permeare ogni strato della società, persone che seguono l’opinione di chi urla più forte e che si schiera a seconda del miglior offerente, informazioni che vengono distorte e diffuse in modo velocissimo tramite i social. In epoche non troppo lontane le persone invece si informavano e si schieravano. Cosa sta succedendo? A cosa è dovuto questo immobilismo? La tecnologia e la modernità sono concetti che già di per sé allontanano l’uomo dall’esistente. L’isolamento dell’individuo che vive la rete come ultimo baluardo dei rapporti interpersonali è la vittoria totale e forse definitiva della macchina sulla carne. Tecnologia e modernità date in mano alle multinazionali causano il paradossale “effetto Expo”, la bugia perfetta per l’idiota perfetto. La razza inferiore che divora, stermina ma vuole comunque sentirsi buona e caritatevole. Tutto inserito nella società odierna, una macchina infermabile che produce morte e disperazione ma che per mancanza reale o supposta di alternative va nutrita in ogni caso.

7) Lottare attraverso la musica, voi lo fate da anni e con gran successo. Voci di corridoio dicevano che le Porno Riviste non tirano più. I fatti dicono che il pubblico ha risposto con calore e che i vostri testi sono attuali. La musica rimane ancora la via migliore per esprimere dissenso e significati?

Le Porno Riviste non tirano più… la coca! Il pubblico c’è… le canzoni anche! La musica è una delle vie, non l’unica, non la migliore! Il dissenso deve diventare pratica quotidiana dell’individuo per arrivare a risultati apprezzabili.

8) Le Porno Riviste ci saranno anche dopo Expo. Cos’altro rimarrà dopo Expo? Quale messaggio rimarrà agli italiani e al resto del mondo?

Expo non finirà mai, come gli interventi umanitari. E’ il modo di porsi dei nostri nemici. Expo e la modernità in vendita vanno fermati perché da soli non lo faranno finché avranno nutrimento (noi).

9) Dove e quando potremo vedervi in azione sul palco?

Su YouTube quando volete!

10) Grazie ancora per il tempo che ci avete dedicato. Lasciamo a voi il compito di farvi una domanda e darvi una risposta, non è una cosa alla Marzullo, ma solo un modo per farvi esprimere più liberamente nel caso in cui non avessimo dato abbastanza spazio ad alcuni argomenti.

Fate voi, ciao e grazie! Tommi

Intervista a cura di Valentina Ferrari

 

Autore:

Alessandra Sandroni