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Intervista New Reason

Incontriamo Valerio, voce e chitarra dei piemontesi New Reason. Una band giovane dalle idee chiare e un EP d’esordio intitolato “Air Gun” che sinceramente ha stupito parecchio per la sua genuinità in salsa “core”.

Rispetto alla classica band alternative voi vi siete distinti cercando quel mix sonoro che andasse oltre la più semplice classificazione. Cosa vi ha spinti verso questa strada?

Diciamo che non è mai stato un qualcosa di imposto dall’inizio, con il cambio di formazione avvenuto agli inizi del 2015 ci siamo subito resi conto dopo le prime prove col nuovo batterista, che avevamo finalmente la possibilità di poterci esprimere al meglio tutti quanti in maniera naturale, senza seguire un genere particolare. Molte volte durante le prove chiedo scherzando agli altri membri della band se il nostro sia un genere classificabile e, personalmente, non riesco a trovare una risposta adeguata ancora oggi, meglio così!

“Air Gun” è un EP che mostra le basi di un progetto speriamo a lungo termine. Il rischio però alla lunga è quello di risultare ripetitivi. Siete consci di questo rischio? Come pensate di sorprendere il pubblico in futuro?

Ne siamo assolutamente consapevoli, già da questo mese abbiamo iniziato a comporre canzoni nuove e ci siamo accorti che, soprattutto per quanto riguarda il lato strumentale, stiamo tornando a un’intenzione esecutiva ancora più libera di quella che va a comporre “Air Gun”. Diciamo, e promettiamo, che il nostro prossimo disco sarà ancora più naturale, questo sì assolutamente.

L’EP mostra sicuramente il lato migliore di voi, quello dove impatto e melodia vanno di pari passo. Ci raccontate come sono nati i brani qui contenuti?

Sono nati da un’esigenza di raccontare e raccontarci. Siamo una band di cinque elementi, ovviamente ognuno con le sue influenze musicali, avevamo bisogno di buttarle fuori e di raccontare qualcosa di nuovo. Nel testo stesso della prima canzone “Best Things Of Our Life” abbiamo parlato essenzialmente di come ci sentiamo da quando abbiamo iniziato questo nuovo cammino tutti insieme.

Come detto in diverse recensioni le parti vocali sono sicuramente di ottima fattura. Come avete lavorato su di esse?

In maniera totalmente naturale, sin dall’inizio eravamo consapevoli che il duo vocale melodico/sporco potesse annoiare o comunque sapere di risentito. Abbiamo cercato di essere il più naturali possibile in ambito di stesura dei testi, in genere dopo aver tirato giù le prime frasi di una canzone condivido il mio materiale con Davide e gli riferisco il senso che seguirà il pezzo. Sull’esecuzione vocale invece non ci diamo vincoli o regole da seguire in maniera assoluta, ci viene tutto in maniera molto naturale.

I brani presenti nell’EP sembrano essere fatti su misura per essere proposti in sede live. Dal vivo subiscono variazioni o rimangono fedeli al contesto studio?

La cosa che ci rende più contenti del nostro ultimo disco è l’esecuzione, quello che si sente su disco è esattamente quello che proponiamo nei nostri live. Appena entrati in studio avevamo tutti le idee molto chiare sul sound che doveva caratterizzare questo EP, tutto ciò che sentite al suo interno è suonato per davvero. Gli amplificatori sono quelli che usiamo dal vivo con gli stessi settaggi, lo stesso vale per le chitarre, per i pedali usati e per l’intenzione che ha avuto il batterista nel suonare il suo strumento. Diciamo che siamo contenti di non dover ricorrere a elementi elettronici o basi durante i live.

Sempre in tema live, quali sono i gruppi più affini alla vostra proposta col quale dividereste volentieri il palco?

Non abbiamo particolari preferenze, diciamo che ogni gruppo con cui suoniamo è un’occasione per noi di conoscere gente nuova in nuovi contesti.

C’è una band che vi ha spinto a mettere in piedi il progetto New Reason?

Il progetto New Reason risale al 2010, e ci son stati alcuni cambi di formazione negli anni. Diciamo che per quel che mi riguarda i gruppi che mi hanno spinto a prendere la chitarra e cantare sono stati principalmente Nirvana, Green Day e Queen.

A chi è stata affidata la produzione? Siete soddisfatti del risultato ottenuto?

Per la produzione del disco ci siamo rivolti ai Fusix Studio e siamo assolutamente soddisfatti del risultato, rispetto al primo EP che abbiamo registrato da lui anni fa questo è stato un disco molto più curato e pensato ancor prima di entrare in studio. Eravamo molto consapevoli di ciò che volevamo e di come dovesse suonare il prodotto finale. Siete decisamente catchy, molto commerciali insomma, in chiave alternative ovviamente.

Chi è il tamarro di voi?

Diciamo che gli altri sono molto più tamarri di me, io sono il vecchietto della band e sono molto attaccato ai cantanti con cui sono cresciuto (Elton John, Freddy Mercury, Phil Collins…)

Cosa state ascoltando di recente?

Sarebbe una lista veramente troppo lunga da fare, siamo cinque personaggi con gusti totalmente differenti in ambito musicale.

Un saluto ai nostri lettori?

Ringraziamo tutto lo staff di Ondalternativa per questa intervista e mandiamo un saluto e un abbraccio a tutti coloro che ci seguono! Vi invitiamo ovviamente a seguirci sulla nostra pagina Facebook e a procurarvi una copia del nostro ultimo disco “Air Gun”, non rimarrete delusi!

A cura Di Golem

Autore:

Alessandra Sandroni