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Intervista Mom Blaster

A distanza di due anni dal debut album “We Can Do It”, la band electro-rock abruzzese è pronta per una nuova esplosione di energia.

Prima di parlare del recente singolo, togliamoci subito questo dente: di chi è l’idea del nome e da cosa avete preso spunto?

L’idea del nome ci è venuta osservando la nostra cantante Monica: è dolce come una mamma ma sul palco diventa una potenza distruttrice, nel senso buono del termine; da qui Mom Blaster.

“Ciò che è giusto” è il brano con cui avete deciso di anticipare l’uscita del nuovo disco: ci fareste una panoramica generale di questa traccia, sia testualmente che musicalmente? Come si è originata?

E’ nato prima il testo: come diciamo sempre, per noi è un manifesto politico, in questo periodo ci si dimentica del rispetto e della libertà altrui, quindi ci andava di proporre un testo dove chi ascolta si ferma a riflettere e a pensare. La musica l’abbiamo concepita in funzione del testo, con delle basse molto predominanti che ti prendono al petto, capaci di coinvolgerti ancora di più emotivamente.

È una canzone dagli accenti decisamente più pop rispetto ai precedenti, non è così?

Sì, forse insieme ad un altro brano, sarà quello più pop del disco. La cosa è voluta perché intendiamo far sì che il messaggio arrivi anche alla casalinga sessantenne, persona autonoma e che va a votare (cosa da non dimenticare).

Con quali dischi siete cresciuti e qual è il vostro background sonoro?

Ti sembrerà scontato ma ascoltiamo tantissima musica, proveniamo anche da diversi progetti musicali che spaziavano dal jazz avant-garde fino al grunge. Abbiamo ascoltato e ascoltiamo di tutto: hard rock e prog anni 70, blues, il jazz e le sue derivazioni, il rock nel senso più ampio del termine dai ’60 ai ‘90, il reggae, il dub, l’elettronica e anche l’indie italiano per capire dove stiamo andando, anche se quest’ultimo facciamo un po’ di fatica ad ascoltarlo.

Parliamo dei vostri brani: come nascono solitamente? Chi è il colpevole..?

A grandi linee è Davide (Di Virgilio, batterista) che scrive il testo e butta giù una linea melodica, poi Monica riarrangia la linea melodica adattandola alle sue capacità e Marco (Cotellessa, chitarrista) ci costruisce l’arrangiamento, poi tutti insieme con Fausto (Bomba, bassista) lo chiudiamo adattandolo alle esigenze e ai gusti di tutti.

Perché avete scelto un’etichetta locale come la Ridens Records?

Perché è molto più facile relazionarsi e lavorare insieme anche nella fase di pre-produzione, cosa che molte etichette non fanno più. Siamo diventati una bella famiglia e la cosa ci piace molto, poi in futuro non è detto che firmeremo per altri ma per il momento stiamo bene così.

Ci sono nuove band che state ascoltando? In generale, cosa c’è nel vostro lettore mp3 in questo periodo?

Tra gli ultimi dischi usciti tra il 2014 e 2015 che stiamo ascoltando, ci sono i Royal Blood, The War on Drugs, Africa Unite, Alt J, Zu, Sleaford Moods, Verdena, Faith No More, Blur ed altri…

Il concerto dei Mom Blaster che non scorderete? Notte bianca in un paese di montagna qui in Abruzzo, abbiamo suonato alle 5 del mattino con una folla di gente che non smetteva di ballare. Bellissimo!

Un concerto invece al quale avete assistito e che vi è rimasto nel cuore?

Purtroppo non abbiamo assisto ad un concerto tutti assieme, singolarmente invece ricordiamo con emozione: i Pearl Jam a Bologna nel 2006; dopo due giorni che morì Syd Barrett, Roger Water e Nick Mason a Lucca sempre nel 2006; i Black Crowes a Vigevano un paio di anni fa e gli Alice In Chains a Milano prima che morisse Layne Staley.

Secondo voi Chieti e l’Abruzzo, le vostre terre di appartenenza, rappresentano un’area dove la voce della cultura underground nazionale (programmi radio, riviste, siti, festival, concerti, giornalisti locali) possa giungere a destinazione?

Sì, qui ci si sbatte molto per organizzare concerti, ci sono molti festival e tutti gli addetti ai lavori hanno messo su RAM, che sta per Rete Abruzzo Musica, un contenitore di promozione di tutti gli eventi collegati alla musica tra qui “Abruzzo Regione dei Palchi”. Gran parte di questi eventi ospitano la cultura underground nazionale ed estera, la cosa ci piace molto.

Ci date qualche anticipazione sul nuovo album? Ci sarà un cambio di direzione rispetto al precedente, “We Can Do It”..?

Ci sarà un bel cambio: dall’inglese passiamo all’italiano nei testi, molta più elettronica e meno reggae, sembrerebbe un’altra band ma lo stile rimane sempre Mom Blaster.

Lasciamo i vostri contatti ad i nostri lettori.

Grazie, ciao! Per conoscerci meglio potete visitare il nostro sito www.momblaster.com da qui avete tutti i link per i social e per il canale youtube. Per richiesta concerti scriveteci a blastermom@gmail.com oppure a info@ridensrecords.com. Grazie ancora!

Autore:

Alessandra Sandroni