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Intervista Fenisia

I rockers romani Fenisia arrivano al secondo capitolo della trilogia legata all’illuminismo, intitolato “Fenisia Café”. Un lavoro articolato e intenso, presentatoci dalla band stessa.

Benvenuti su Ondalternativa, “Fenisia Café” è ormai disponibile, parlateci della sua realizzazione! 

Salve a tutti! Sì, finalmente “Fenisia Café” è ora disponibile in tutti i canali di distribuzione. L’album è stato realizzato con la produzione di Ray Sperlonga nel suo Rosary Lane studio. Da “Lucifer” al  “Fenisia Café” abbiamo avuto molti concerti e molte esperienze che ci hanno portato a conoscere  suoni e melodie nuovi. La pausa tra i due album è stata un po’ lunga ma tutto è servito ad approfondire e arricchire il nostro sound. Abbiamo lavorato molto sui suoni anche in fase di post-produzione e abbiamo lasciato molta naturalezza alle incisioni, le sfumature e anche le piccole imprecisioni hanno reso i brani più istintivi lasciando un sapore live per l’ascoltatore.

Come in “Lucifer” ci troviamo nuovamente a parlare di un concept album. Cosa vi spinge verso queste soluzioni?

La mia folle attrazione – condivisa da tutti i Fenisia – per uno dei più importanti e affascinanti movimenti politico/sociale/culturale/filosofico della storia: L’illuminismo. Questo ci ha portato alla stesura non di due concept album distinti tra loro ma ben sì a una trilogia che vede “Lucifer”  l’inizio il “Fenisia Cafè” la sua maturazione e il prossimo album “The Spectator” il suo culmine. Nel nostro primo lavoro “Lucifer” non siamo stati compresi fino in fondo, in molti hanno ovviamente pensato che fosse l’ennesimo album dedicato al demonio! Non lo è affatto invece. La parola Lucifero dal latino Lux Ferre vuol significare colui che porta la Luce, la conoscenza. Ogni uomo di scienza durante l’oscurantismo fu accusato di essere un seguace di Lucifero. Con la parola lucifero, dunque, si vuole richiamare il sapere e la sua acquisizione, proprio come disse un noto Illuminista “Immanuel Kant”: Sapere Aude.

In fase di scrittura e arrangiamento è cambiato qualcosa rispetto al passato?

No, il modus operandi è rimasto lo stesso di “Lucifer”, ma l ‘esperienza maturata dal primo album e dai live che sono seguiti fino alla realizzazione di “Fenisia Café” ci hanno rafforzato e arricchito. Abbiamo padroneggiato gli arrangiamenti con più maestria e una consapevolezza maggiore dei nostri mezzi. Ci siamo un po’ allontanati dalle nostre radici southern e addentrati in un hard-rock dalle sfumature metal. Abbiamo potenziato il muro di suono delle chitarre e lavorato molto sulle voci e i cori, arricchendolo il più possibile. Il “Fenisia Café” è sicuramente più duro e più tagliente del suo predecessore “Lucifer”, siamo felicissimi del risultato e ci auguriamo lo siano anche i nostri ascoltatori.

Quale brano pensiate possa essere il perfetto biglietto da visita per descrivere al meglio i Fenisia nel 2015?

È una risposta complicata, almeno per quanto riguarda il nostro punto di vista. E’ difficile scegliere tra le nostre creazioni. Ogni brano di “Fenisia Café” è una sfaccettatura del nostro sound e tutte insieme formano il quadro completo. Azzardando potremmo dire, vista la risposta del pubblico in questi ultimi live, che “Live Loyal Die Loyal” suscita parecchio entusiasmo.

Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano nel dover legare ogni brano, musicalmente e vocalmente parlando?

Scrivere un concept album è un po’ come scrivere un libro, si sceglie il tema e poi la suddivisione in capitoli. Ogni capitolo un argomento portante del pensiero che dovrà svilupparsi al completamento di tutto. Quindi i brani sviluppano i capitoli del libro “Fenisia Café” e la musica prende ispirazione dai concetti che ogni uno di essi racconta.

Il Café Procope di Parigi è il tema portante del disco. Cosa vi ha spinto verso di esso?

Appunto come ho risposto poco fa, tutto in questo album è accentrato sull’illuminismo e il suo sviluppo. Il Procope ne era l’avamposto (Outpost) principale, il centro decisionale di questo movimento. Nel XVIII secolo Voltaire e Rousseau erano degli habitués, Diderot vi scrisse alcuni articoli della celebre Encyclopédie e Benjamin Franklin vi preparò il progetto di alleanza tra Luigi XVI e la neonata Repubblica Americana. Insomma, ne fu la culla, e noi lo omaggiamo con “Fenisia Café”.

Tra l’altro il disco vede il contributo di un nuovo video. Volete raccontarci come è stato strutturato il concept?

“Blizzard”, girato da Beppe Platania di This Is Core Records, è il ponte che unisce “Lucifer” a “Fenisia Café”. La chiave di lettura sta nel gioco di colore tra Nero e Bianco. Ci sleghiamo dalle corde nel buio, legati e imprigionati dall’oscurantismo, per poi giungere alla luce, la conoscenza, la libertà del sapere senza costrizioni. Abbiamo scelto come titolo “Blizzard” perché è un vento potente e devastante, come devastante fu l’illuminismo nel mondo per mezzo della rivoluzione francese e americana.

“Fenisia Café” esce per This Is Core Records, label che punta molto sul versante “digitale”
degli album: qual’è il vostro pensiero in materia di mp3, streaming, Spotify e diavolerie digitali assortite?

Ci ricordiamo chiaramente, un bel po’ di anni fa quando il CD era ancora una novità, la sorpresa nel poter collezionare quei fantastici LP. Scoprire le foto delle band di cui eravamo e siamo tuttora fan, sfogliare gli enormi album tra testi e immagini, l’enfasi nell’ascoltare brani nuovi ai quali non potevi avere accesso se non comprando il disco. Tutto questo adesso si è perso, ma è anche vero che con gli mp3 e la vendita digitale o i vari canali di ascolto come Spotify puoi scoprire band che un tempo non avresti neanche saputo che esistessero e allargare i tuoi orizzonti in pochissimo tempo. Se si è perso molto sotto il profilo emozionale si è guadagnato tanto sotto il profilo di conoscitivo. Perciò credo che per quanto ci riguarda non siamo dispiaciuti per questa evoluzione, poco affascinante quanto funzionale.

Progetti futuri?

Due in particolare: concludere la nostra Trilogia portando alla luce “The Spectator” e proporci il più possibile in esperienze live fuori dai nostri confini, Europa e Giappone due tappe alle quali aspiriamo moltissimo.

Lasciate un ultimo messaggio ai nostri lettori!

Ringraziamo Ondalternativa per questa intervista dalla quale ci auguriamo di aver incuriosito e appassionato qualche altro nuovo fan pronto a seguirci! Un saluto da tutti i Fenisia!

 

Intervista a cura di Golem

Autore:

Alessandra Sandroni