Quest’ultimo lavoro da parte della cantante Bolognese “Suz” è davvero molto apprezzabile, mantenendo il suo caratteristico sound.
Infatti le musiche avvolgenti collocabili in un misto tra Ambient e Psicotrance che danno vita ad un trip hop al quale la cantante, ormai al suo terzo lavoro c’ha abituati. A differenza dei lavori precedenti in quest’album si può sentire la presenza importante di uno strumento in particolare, cioè il pianoforte, che rende il tutto più morbido e secondo alcuni punti di vista più amalgamabile con la voce di Suz.
Parlando dei suoni, per un orecchio attento, si possono scorgere davvero moltissimi particolari, davvero ben equalizzati e mixati in modo da risultare presenti ma non invadenti, direi infatti elogiabile il lavoro musicale effettuato per queste tracce, partendo dalle basse frequenze morbide e rilassanti fino ad arrivare a quei sottili rumori ambientali che ti trasportano per tutto il tempo.
La voce di Susanna “Suz”, davvero molto particolare sia nella timbrica sia nella metodica, sembra davvero cucire tutti questi suoni per farne una cosa davvero pregiata. Il titolo Lacework, o possiamo dire “intreccio”, non è stato scelto a caso visto che sia nelle parole sia nei suoni possiamo leggere un intreccio di emozioni e percezioni davvero molto profondi.
Unica nota negativa, se cosi vogliamo chiamarla, potrebbe essere la monotonia o ripetitività di alcune tracce, ma solo sulla ritmica vocale e solo in alcuni punti, ma che per molti potrebbe essere anche solo una modulazione voluta per staccarsi dal realizzare un brano troppo sciolto, per dare un po’ di “stacco” dalla generalità del resto dell’album.
Nel complesso posso affermare che questo è uno dei migliori lavori che io abbia sentito negl’ultimi tempi!
01. Billie
02. Pure Rapture
03. King of fools
04. The Abacist
05. Wide blue yonder
06. Anthemusa
08. Lethe
09. Test of gold
10. Still water
Recensione a cura di: Devis Gambarotto
