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10 anni di La Fine dei Vent’anni di Motta

Buon compleanno al disco che ha cambiato la vita di Francesco Motta e probabilmente anche di molti tra noi.

Qualche giorno fa lo abbiamo visto sul palco dello Spring Attitude Festival con un live dedicato interamente al decennale de La Fine Dei Vent’anni e con la mente siamo tornati proprio a dieci anni fa. Era il 18 marzo 2016 quando Motta presentava alle stampe il suo disco d’esordio (prodotto in maniera eccelsa da Riccardo Sinigallia).  Alcuni lo conoscevano già per essere stato membro di Criminal Jockers (band pisana dal sound folk-punk denso e squisitamente melmoso) che aveva fondato, tra gli altri, insieme a Francesco Pellegrini – si proprio quel Maestro Pellegrini che ora suona negli Zen Circus)

Fu un successo immediato, La Fine dei Vent’anni, tanto da vincere la Targa Tenco come migliore Opera Prima di quell’anno. Incertezze, momenti di deriva esistenziale, ansia del tempo che passa, e bisogno di capire quale posto vogliamo avere nel mondo, tra dinamiche relazionali che ci spingono su un baratro alla ricerca di una misura con cui fare i conti con noi stessi. Scenari tratteggiati in maniera viva, autentica, con quello sguardo attento e malinconico di chi si sente a un crocevia e sa che nell’essere liminali c’è tutta la definizione inequivocabile di una generazione.

“Del tempo che passa la felicità”-“Roma Stasera”- “Mio Padre Era Comunista” – “Se continuiamo a correre” (in cui compare il feat con Alosi de Il Pan Del Diavolo) diventano immediatamente la nostra soundrack quotidiana con citazioni vincenti che ripetiamo come mantra perché ce le sentiamo cucite addosso. Dai, quante di noi hanno pubblicato almeno una volta su  o instagram un post con la didascalia “c’è un sole perfetto ma lei vuole la luna”.

Musicalmente anche era un disco che funzionava perché era tutto quello di qui avevamo bisogno in quel momento: cantautorato, aperture melodiche, irruenza punk, potenze e suggestione. Niente di banale, ma tutto così naturale – senza artificiosità pretenziose.

Il primo decennale di un disco è sempre un traguardo importante; è una fotografia che ci mostra quante cose sono cambiate e quante in fondo non lo hanno mai fatto davvero ma a questa fine dei vent’anni – dieci anni dopo – siamo “Sopravvissuti” (proprio questo a quanto pare sarà il titolo del prossimo singolo di Francesco Motta da come ci ha anticipato sul palco dello Spring Attitude).

E ora che siamo sulla soglia della fine dei trent’anni, ci rendiamo conto che il tempo passa, a volte per rivelarci una felicità che non avevamo mai saputo di avere e a volte per ricordarci che c’è una narrazione di noi che è sempre sul punto di cambiare. E allora la aspettiamo.

 

Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci