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NINE INCH NOIZE – NINE INCH NOIZE

Quando un gruppo del calibro dei Nine Inch Nails mette mano al proprio repertorio per stravolgerlo, gli scenari che si aprono sono fondamentalmente due: chi grida alla catastrofe e chi al capolavoro, difficile auspicare un compromesso. Quello che è successo alla Sahara Tent del Coachella l’11 aprile scorso già mi aveva indirizzato a posizionarmi tra le fila di questi ultimi, e non è stato poi difficile restarci considerando che questa Halo 38 dei NIИ altro non segue che la medesima scaletta di quello stesso strepitoso live, ideato e messo poi in scena da Reznor, Ross, Boyz Noize e Mariqueen Maandig (ex corista per le West Indian Girl, moglie di Reznor e sua partner nel progetto How to Destroy Angels) che insieme hanno cucito nuovi abiti per alcuni dei loro brani più conosciuti.

 

Lavorare con Alex ci ha permesso di scardinare alcune abitudini radicate nel nostro modo di comporre. C’è un’energia grezza e una mancanza di compromessi nel suo approccio alla musica elettronica che risuona profondamente con la filosofia dei Nine Inch Nails. Questo disco non è una via di mezzo, è un’amplificazione reciproca delle nostre ossessioni sonore.

 

Uscito per The Null Corporation, l’etichetta indipendente fondata da Trent Reznor e Rob Sheridan, Nine Inch Noize è un concetto, prima ancora di essere un disco, basato sull’assunto che niente resta uguale e tutto è in costante mutamento. L’idea di cristallizzare per sempre nella mente di chi ascolta la struttura originaria di brani iconici è di per sé molto romantica, ma vuoi mettere andare a ficcare le mani dritto dritto in quel capolavoro che è Downward Spiral per estirparne i classici dal contesto oscuro dove erano stati confinati e spingerli in una dimensione oltremodo tangibile? È totalmente folle. E, ca van ca dire, per questo genere di follia vado letteralmente pazza.

Le passate collaborazioni con il compositore tedesco per le colonne sonore di film come Challengers di Luca Guadagnino o Tron: Ares di Joachim Rønning, sono state le gocce che hanno iniziato a martellare nella testa di Trent Reznor e Atticus Ross fino a instillare in loro l’idea della necessità di un vero e proprio progetto di commistione tra il mondo del rock industrial e quello elettronico, non così distanti poi tra loro. Anche perché la spinta techno house di Alexander Ridha, in arte Boys Noize, è sì una nuova chiave di lettura per questi brani che però non appaiono da essa snaturati nella loro sostanza, anzi.

 

 

Se “Vessel” (Year Zero, 2007) sembra lasciarsi alle spalle l’incubo tormentato che la braccava lanciandosi in una versione tanto feroce quanto seducente di sé stessa, “She’s Gone Away” si muove con sinuosità congenita tra sample e bit ossessivi caricandosi di una potenza atomica che deflagra su un finale semplicemente impeccabile. La mia preferita senza dubbio. Difficile, invece, rimaneggiare troppo brani come “Closer” e “Heresy” alle quali si aggiunge piuttosto che togliere, e che probabilmente sono quelle che escono meno stravolte in questa reinterpretazione. “Parasite” (uscita con il progetto How To Destroy Angels) e “Copy Of A” (Hesitation Marks, 2013) ci proiettano dritti in qualche club berlinese, incespicando tra loop angoscianti e ritmiche tribali. L’atmosfera che si respira nel disco è figlia un’urgenza quasi impetuosa che come tempesta spazza via la coltre nebbiosa con cui Reznor è solito rivestire i suoi arrangiamenti, liberando a suon di raffiche elettroniche una forza contagiosa.

Ancora, tra le altre, da Year Zero vengono ripescate “Me I’m Not” e “The Warning”, che vengono spinte davvero al limite, e chiude il cerchio “As Alive As You Want Me To Be”, nella colonna sonora di Tron: Ares, che ha vinto come miglior canzone rock ai Grammy di quest’anno.

Registrato, a detta di Reznor, in modo un po’ nomade (tra studi, hotel, aerei, aggregando registrazioni live a sessioni in studio), l’ultimo lavoro discografico firmato NIИ lascerà forse deluso chi si aspettava un album di inediti. Ma una cosa adesso è certa: Nine Inch Noyze è il monito che qualcosa in Reznor e Ross si è risvegliato dopo anni di torpore. Che si tratti di una fase di transizione verso la sperimentazione di un nuovo sound?

Qualunque cosa sia, è da alzare al massimo del volume e lasciare che possieda, senza remora alcuna, la nostra testa.

Tracklist
Intro
Vessel
She’s Gone Away
Heresy
Parasite
Copy Of A
Me I’m Not
Closer
The Warning
Memorabilia
Came Back Haunted
As Alive As You Need Me To Be

Immagine che rappresenta l'autore: Alessandra Sandroni

Autore:

Alessandra Sandroni