(2026, Carosello Records)
Quando ci si trova di fronte a qualcosa di inaspettato, inatteso, si rimane un attimo interdetti e ci vuole qualche minuto per riprendere il controllo e capire cosa stiamo vivendo: ecco, Bitte Leben, disco d’esordio di Francamente, vi darà proprio questa sensazione, probabilmente al primo ascolto resterete leggermente interdetti, processando mentalmente tutte le sensazioni, gli impulsi che i nove brani (oltre all’intro e all’outro) vi comunicheranno, dopodichè ne verrete travolti.
“Per favore, vita!” (questa la traduzione letterale di Bitte Leben) è un invito a, per l’appunto, vivere e farsi travolgere da ciò che di inaspettato ci accade e questo disco contiene una quantità di vita esagerata, da cui è impossibile non rimanere abbagliati, con l’elettronica che si mescola col pop e dà nuove sfaccettature alla canzone d’autore.
Pezzi come “Cattedrale” o “Sirene sulla Luna” sono hit istantanee, folgoranti immagini sulle quali si dispiega la voce di questa cantautrice nata a Torino ma trapiantata a Berlino e poi a Milano che si muove leggiadra e ficcante con questo timbro vocale così riconoscibile eppure istantaneamente familiare. Malinconie struggenti di tempi nemmeno vissuti (“La casa dei miei nonni”) si intrecciano a ritmiche da club (“Telephone Tango”) e sfociano in brani senza tempo come “Non mi importa più”.
Siamo di fronte ad un esordio capolavoro, mi spingo a dire che questo disco lo avrebbe adorato Battiato, che si sarebbe rispecchiato in tutte le sfaccettature che Francamente sembra già padroneggiare, dettagli di una personalità che, gioco la mia personale fiche, dirà la sua nel panorama del cantautorato italiano dei prossimi anni.

Tracklist
- ma tu (intro)
- 5 di mattina
- Cattedrale
- Sirene sulla Luna
- Nuda di bossa
- La Casa dei Miei Nonni
- Telephone Tango
- Zagara
- Non mi importa più
- Se potessi
- PER FAVORE VIVI (outro)