(Carosello, 2026)
Una ricerca affannata, intensa, forse al limite della fissazione, ma di sicuro non disperata. Alice Bisi, in arte BIRTHH, nel suo nuovo album Senza Fiato racconta di grandi sforzi nel cercare sé stessa, di grandi sacrifici e tribolazioni che l’hanno portata ad attraversare l’oceano e a trasferirsi a New York. Pur trattando di interiorità, di introspezione, ma anche di malessere generazionale legato all’incertezza, l’atmosfera di Senza Fiato è volutamente leggera, ricca di luce e di un sentimento a metà tra l’ottimismo, la caparbietà e la dolce rassegnazione. La trasformazione di Birthh dai soffusi beat elettronici con voci sognanti in inglese di Born in the Woods del 2016 ai nuovi beat urban/pop rock raggiunti a 10 anni di distanza, con testi esclusivamente in italiano tra pop e rap, forse è di per sé un elemento indicativo di questa ricerca.

Da una “Jumanji” che rappresenta sia il gioco della vita che quello dello show business, dove non si può fare altro che affidarsi a un tiro di dadi sapendo che si dovrà affrontare un qualche pericolo, a “Little Rat” dove Alice si racconta in fuga dalla’Italia ma smarrita in un’America confusa e caotica, a una “Truman” dove la protagonista sente di stare recitando una parte in un mondo retto su fragili fondamenta, tutto l’album rappresenta una riscoperta conquistata perdendosi. O almeno parzialmente conquistata. Perché se “Bene (da sola)” trasmette il sentimento di una ritrovata indipendenza, le ultime tracce dell’album “Il Sogno”, “Canyon” e la title track “Senza Fiato”, sembrano mettere in mostra quell’impossibilità di abbandonare i fili invisibili che ci legano agli altri, vuoi per bisogno di affetto, approvazione, o semplicemente perché abbiamo scoperto di non essere soli in questo gioco che è la vita.
Si fa presto a parlare di “rebrand” quando si vedono trasformazioni come quella operata da Birthh dagli esordi fino ad oggi, ma sarebbe bello se molti addetti ai lavori iniziassero vedere persone oltre ai progetti, e umani oltre ai prodotti. Alice sta cercando sé stessa e nel farlo è in qualche modo tornata a casa pur vivendo a un oceano di distanza dal Bel Paese, di per sé un racconto che ha un che di favola, ma in più la sua sincerità e il suo talento musicale hanno trovato un’espressione nuova e, mi auguro, apprezzabile da un pubblico più ampio e variegato. “Senza Fiato” è uno degli album italiani che meglio raccontano la volontà e la forza di cercare sé stessi anche solo per il fatto di esistere come opera prima ancora che per il suo contenuto, ed è impossibile non apprezzare questa coerenza intrinseca. Una delle più belle sorprese del 2026, in attesa di vedere cosa riserverà questo tour promozionale che la vedrà portare Brooklyn sui palchi italiani.

TRACKLIST
- Jumanji
- Little Rat
- Terminal
- Truman
- Bene (da sola)
- Total Black
- Inferno
- Il Sogno
- Canyon
- Senza Fiato
SENZA FIATO TOUR: |