Ascoltare i brani de “La luna nel pozzo”, secondo Album dei Lateral Blast, ti fa sembrare di assistere ad un Musical. Un po’ mono-tono e “pasticciato”. Un disco esagerato e confuso. Privo di identità sonora precisa, limpida e ben amalgamata. Un calderone di contaminazioni si intervallano in ogni brano, strumenti musicali a tratti eccessivi e poco comunicativi tra di loro.
La vocalità è curata, professionale, tecnica, ma priva di anima, timbrica personale e brillante intenzione. Un po’ asettica, piatta, sempre uguale. Nonostante l’alternanza tra voce femminile e maschile, il risultato non cambia. I Lateral Blast, pur sapendo suonare, non hanno ancora un’espressività univoca. E proprio perché sanno suonare, dovrebbero riuscire sempre più a trovare una giusta ed equilibrata linea comune, una direzione unica strumentale, un genere musicale “solo loro”. Anziché aggiungere sonorità, ci permettiamo di consigliare una netta e decisa potatura strumentale, seguire con maggiore sensibilità la stesura definitiva dei brani, per fare emergere le singole peculiarità dei vari strumenti, che in questo Album appaiono quasi soffocati, poco stimolati gli uni dagli altri. Togliere, pulire, semplificare, diversificare, amalgamare e lavorare verso un sincrono d’ insieme, per affinare e strutturare arrangiamenti incisivi e significativi.
Trasformare un sound “che sa di vecchio” e renderlo più fluido, compatto, moderno, contemporaneo. Buona ricerca! Un sei d’incoraggiamento non si può non dare!
01. Intro
02. L’ululato
03. Come nuvole
04. Troubadour
05. Le urla dei bambini
06. Io voglio volare
07. Silenzio
08. Hellesylt
09. Il morto felice
10. Suite per lei
11. Scheletro feat. Daniele Coccia
12. La luna nel pozzo
a cura di: Laura & Max – Mind the sound!
