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Gli uffici di Oberdan – La velocità degli anni

Gli Uffici di Oberdan sono una band Alternative Rock di Treviso, il gruppo si è formato nel 2014 e l’esordio è stato poco tempo fa con la pubblicazione dell’EP, “La velocità degli anni”, composto da 5 tracce cantate in italiano. Il loro nome è un omaggio ad Oberdan, patriota morto nel 1882 a seguito del fallimento dell’attentato a Francesco Giuseppe.

“Del resto si suona come si vive, per scoprire, costruire e conquistare quella parte di noi che sentiamo debba in qualche modo appartenerci, per accendere la luce in quegli uffici in cui progettiamo ogni giorno le nostre rivoluzioni”. Questa frase di presentazione mi ha molto colpito per il semplice fatto che accostare la parola rivoluzione con Alternative Rock è un controsenso, almeno per quello che riguarda l’Alternative Rock di oggi, scegliere quel genere e quello stile è andare sul sicuro e produrre un tipo di musica che non lascia niente, né messaggi, né ricordi. Ma è anche la musica più ascoltata nel canale indie, il nuovo mainstream in piccolo. Ci auguriamo tutti che questa moda finisca abbastanza presto.

Fortunatamente Gli Uffici di Oberdan si tengono leggermente al di sopra dei compagni di genere, la loro musica è più convinta e dura, aggressiva e sporca, ma anche loro finiscono in quel calderone Alternative che sta inghiottendo la maggior parte delle band. Emergere diventa molto difficile, loro forse hanno qualche speranza in più per via della grinta. Ma è una questione di tempo, bisogna vedere come questi ragazzi riusciranno a sviluppare il repertorio, se vireranno verso qualcosa di ancora più duro e rock o se aggiungeranno al loro genere anche la parola indie raggiungendo l’apice del nulla.

Suonano abbastanza veloci, un vaghissimo rimando al punk rock, ma ne sono ancora abbastanza lontani, la parte positiva è che si intravede il potenziale di questi ragazzi, hanno un retrogusto di qualcosa di ancora inespresso e che potrebbe diventare decisamente interessante in futuro. Alcuni passaggi sono apprezzabili, la chitarra diventa tagliente, la sezione ritmica diventa cattiva. Ma la sensazione è che ci siano due anime, una indie-alternative-rock vicina al nulla e l’altra più rock-punk grintosa e coinvolgente. La voce è un misto tra grunge e “ragazzo bene” con risvoltino.

5 tracce sono troppo poche per capire la direzione de Gli Uffici di Oberdan, possiamo solo aspettare e tenerli d’occhio perché la parte più grezza e diretta del gruppo è anche la parte più interessante. Da tenere assolutamente d’occhio.

Tracklist:

  1. Due bombe in tasca
  2. Contronatura
  3. Vuoi di più
  4. China
  5. Perdo Tempo

Recensione a cura di: Valentina Ferrari

Riferimenti: Profilo Bandcamp

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