Ha visto la luce l’anno scorso il primo EP, benché siano quasi 40 minuti di durata, degli Artichokes, tre ragazzi di Imperia che fanno della musica, quella di basso, batteria e chitarra, la vera protagonista di ogni loro brano. “A wish is…” è composto da sei pezzi, quasi interamente musicali, in perfetto stile post rock… Fin dalle prime note, che ci si impegni poco o molto, è impossibile non pensare ai Verdena anche se, in tutta onestà, manca quella particolarità, quel suono unico che pare quasi un buon sapore sulle labbra, che ha reso la formazione bergamasca l’emblema dello stile.
“Kim” apre le danze: un pezzo lento ed un po’ pesante, anche se niente affatto spiacevole. Peccato non poter dire la stessa cosa di “Catafrat”, che certo non disturba, ma è un pezzo che fatica ad “arrivare” come si dice, a rimanerti in testa o nel cuore, e nello stomaco ancora meno…forse un po’ di cantato avrebbe reso più incisivo il tutto. La terza traccia ha in effetti un’atmosfera un po’ settembrina, a cavallo tra chiarori estivi mutamenti autunnali. Assolutamente discutibile la scelta di inserire un pezzo come”Wishes”, la cui unica nota positiva è il basso…niente di pregiato, ma il basso è sempre bello: in realtà ci sono momenti piuttosto rock – di quello fatto bene – ma sono talmente brevi che non si può che restar perplessi. “Eden” è probabilmente la canzone meglio riuscita del disco: bello il ritmo e ben armonizzati i suoni con la parte cantata, affidata al chitarrista. A “Il merlo e la ghiandaia” sono affidati i saluti…saluti un po’ incerti, come non ci si volesse buttare a capofitto in the pit.
L’idea di non avere un vero cantante e lasciare quindi molto spazio alla musica è buona, ma per essere ottima, non la qualità, che è già piuttosto alta, quanto l’incisività e la peculiarità vanno affinate, raffinate e decisamente aumentate.
C’è da lavorare, ma le fondamenta ci sono: speriamo si innalzi un bel palazzo.
01. Kim
02. Catafrat
03. Settembre
04. Wishes
05. Eden
06. Il merlo e la ghiandaia
a cura di: Gogo Wild
