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Mikey - Where did the future go

“Where did the future go”.
Parte con una bella domanda il disco d’esordio di Mikey, cantautore italiano, trasferitosi a Londra da un po’.
All’inizio, il disco ha un sapore abbastanza melodico, sarà anche il cantato in inglese a rendere tutto più apparentemente “morbido”. Fin dal primo ascolto, si crea un’atmosfera molto suggestiva.
Di brano in brano, la suggestione iniziale si trasforma invece, in distorsione e stati d’ansia.
La musica di Mikey, il suo intero lavoro, trasmette emozioni. Belle o brutte che siano, rimbombano a gran ritmo nella tua stanza interiore.
D’improvviso, tu che ascolti, ti metti sulla stessa lunghezza d’onda del progetto iniziale. E vieni catapultato in quella dimensione, in quel mondo…
Come dice lo stesso autore “ l’Album “Where did the future go”, composto da dodici tracce, si ispira al capolavoro rivoluzionario scritto da George Orwell 1984”.
Siamo nel presente, nel passato o nel futuro… oppure….è un tutt’uno, contemporaneamente?
Domande senza risposta si annidano nei tuoi pensieri.

Questa inquietudine generale ti arriva addosso in tutta la sua asfissiante potenza e prepotenza.
Alla fine dell’Album, quasi quasi ti senti osservato, minacciato. Come se nella stanza ad ascoltare il disco ci fosse la presenza di qualcuno, al di fuori di te.
Voluto o non voluto, è un suono sconvolto, inquieto, irrequieto, buio, cupo.
Un Album dall’atteggiamento crepuscolare, con poca sezione ritmica ed un notevole uso di linee di chitarra, in un crescendo continuo.
Un Album studiato, curato, pensato, torturato, consapevole di avere una responsabilità, un senso, un significato, un perchè.
Peccato che – alla lunga - il tutto perda in spontaneità.
La voce non aiuta in questo viaggio, a volte non è ben intonata; e la monotonia musicale viene usata in modo abbastanza prevedibile.

Ma sarà proprio questo il genio di Mikey? Avere dato uno stile ai brani, aver trovato una prevedibilità nell’impronta del disco, denota forse una forte personalità da parte dell’Autore stesso?
Domande senza risposta si annidano nei tuoi pensieri.

01. Futurology
02. They Are Watching You
03. The Day Without A Yesterday (Alternative Version)
04. Psycho-Police
05. Two Minutes Hate
06. Found You Walking On The Road
07. Hesitation
08. Room 101
09. When You Can’t Change
10. The Betrayal
11. Ghost Of You
12. Lullabies For The Future

Recensione a cura di: Laura & Max – Mind the sound!

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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staff

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