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The Decemberists – What A Terrible World, What A Beautiful World

Appena mi hanno incaricato di recensire il settimo disco del quintetto di Portland – Oregon, non sapevo assolutamente a cosa sarei andato in contro.
Il timore di recensire un disco pop-rock che esce per Capitol Records è l’equivalente di andare nel sud-est asiatico e voler sfuggire alla dissenteria, anche perché direi che ne abbiamo abbastanza di dischi melensi, piatti e pesanti che lasciano il tempo che trovano, ma questo non è quel caso.
The Decemberists non sono una band, ma una squadra.
Non hanno bisogno di molte presentazione dopo 15 anni di carriera, se vi piace il genere li conoscete già.
Il songwriting di Colin Meloy è un autentico manuale di studio della canzone e la band riesce a trovare lo spazio perfetto in cui esprimersi al meglio.
What A Terrible World, What A Beautiful World è un disco spontaneo, dalle sonorità dolci, ma intense, ben lavorate e amalgamate ancora meglio, anche se nel quadro generale abbiamo a che fare con un lavoro borghese, che in un qual modo rimanda allo storytelling dei singoloni made by R.E.M.
I singoli estratti sono “Make You Better”, “Lake Song” e “The Wrong Year”, che rappresentano a pieno l’identità di questo capitolo della storia dei Decemberists, che riesce bene grazie alla spontaneità e all’esperienza.
Se siete in cerca di un disco da viaggio o anche da ascoltare nell’intimo, questo potrebbe fare al caso vostro, davvero un buon disco.

01. The Singer Addresses His Audience
02. Cavalry Captain
03. Philomena
04. Make You Better
05. Lake Song
06. Till The Water’s All Long Gone
07. The Wrong Year
08. Carolina Low
09. Better Not Wake The Baby
10. Anti-Summersong
11. Easy Come, Easy Go
12. Mistral
13. 12/17/12
14. A Beginning Song

Recensione a cura di: Samuele Shescrazy

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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