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Intervista I Carnival

Conoscendo I Carnival è proprio il caso di dirlo: Se Non Mi Tengo Volo. Questa è la sensazione che si prova ascoltando il loro nuovo album e il primo singolo estratto “Pornovisione Cult” che invita a sedersi su un divano e…rilassarsi.
Introduciamo così la band ligure, per il resto mettetevi comodi.

Ciao, eccovi su Ondalternativa. Diteci tutto quello che dovremmo sapere su I Carnival.

Ciao a tutti! Il modo migliore per scoprire qualcosa su “I Carnival” è probabilmente quello di ascoltare la nostra musica. Sta per uscire il secondo disco (“Se non mi tengo volo”, 23.11.2015) ed invitiamo tutti i lettori a farsi un’idea di noi e di ciò che ci circonda attraverso l’ascolto dei nostri brani. Crediamo infatti che per dei musicisti tutto il resto conti ben poco: abbiamo la grande fortuna di poter comunicare in questo modo e quindi ci sembra giusto far parlare la musica di noi.

Pornovisione Cult è il primo singolo estratto dal vostro nuovo album “Se Non Mi Tengo Volo”, come è nato questo pezzo e qual’è il messaggio che volete mandare.

Pornovisione Cult, come quasi tutte le tracce contenute in questo nuovo disco, è frutto di una delle lunghissime sessioni di jam nel nostro studio. Il pezzo è costruito attorno ad un potente riff di chitarra elettrica, al quale abbiamo pian pianino aggiunto tutto il resto. L’idea era di tirar fuori qualcosa di molto semplice, diretto, spensierato, che staccasse un po’ dall’atmosfera (sicuramente più cupa e tesa) del nostro primo disco (“Superstellar”). Con questa canzone invitiamo ognuono a ricordarsi, ogni tanto, di staccare la spina, di isolarsi da tutto e da tutti, di prendesi un po’ di tempo per sé ignorando per qualche attimo gli impegni, le pressioni e le scadenze della vita di tutti i giorni.

Avete avuto l’onore di ricevere un grosso apprezzamento da Classic Rock per un vostro vecchio singolo e altri diversi riconoscimenti che vi hanno portato in giro per l’Italia. Quanto e come vi hanno influenzato questi risultati per la nascita di questo nuovo lavoro?

Sicuramente ci hanno dato tanta fiducia e tanta carica per continuare come prima e meglio di prima. Ogni piccolo traguardo lo viviamo come un punto di partenza e cerchiamo sempre di migliorarci. Ricevere qualche apprezzamento sicuramente fa bene al morale. E questo, inevitabilmente, incide anche sulla fase creativa. In realtà anche le critiche ci sono servite tanto. Forse molto di più.

Quali sono le tematiche che affrontate in questo disco?

Questo disco parla di quando saremo vecchi, di droghe leggere, di lavoro e di vizi. Però non vogliamo svelare troppo, preferiamo lasciare l’ascoltatore libero di scoprire da solo il messaggio che sta alla base del nostro lavoro. Se poi qualcuno volesse approfondire il discorso dopo l’ascolto non esiti a contattarci.

Una delle cose che mi hanno colpito del vostro disco è l’artwork, cosa sta a significare?

L’ArtWork, in realtà, non sta a significare niente di preciso. Un amico ci ha consegnato diversi suoi lavori (fotografie rielaborate digitalmente come quella della copertina) e abbiamo scelto quella che ci sembrava più in linea con il titolo che avevamo deciso per il disco (“Se non mi tengo volo”). Quello che sta dietro la sua arte (l’autore si chiama Nicolò Fagnini) sinceramente rimane un mistero anche per noi. Potete provare a chiederlo direttamente a lui.

Dove potremo sentire il vostro lavoro live?

Presto renderemo note le prime date del tour. Abbiamo un sacco di persone che ci stanno aiutando in maniera formidabile, e vogliamo ringraziarle. Per ora possiamo dirvi che la partenza del tour è fissata per il 27 novembre nella nostra città (Sarzana, presso l’Armadillo Club) e che il 2 dicembre saremo all’Hard Rock Cafè di Firenze. E poi a Roma, Crema, Genova, Bologna, Torino e molte altre. Sui nostri social (e sul sito www.icarnivalofficial.com) potrete seguire tutti gli aggiornamenti.

Nel salutare i nostri lettori diteci perchè dovremo ascoltare e acquistare il vostro album.

Innanzitutto perchè crediamo, sinceramente, che sia un gran bell’album. E in secondo luogo perchè abbiamo assolutamente bisogno di sostegno. Abbiamo deciso di deciare tutta la nostra vita alla musica; stiamo facendo solo questo, tutti e quattro, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Ed è inutile dire quanto difficile sia farsi strada in questo stranissimo mondo. E vedere il nostro lavoro ascoltato da tante persone (e magari apprezzato) è di fondamentale importanza, perchè è questo che ci da la forza di continuare e di non rinunciare al sogno. E poi perchè vi promettiamo che non ci troverete mai a suonare con il jack della chitarra staccato, come quello dei The Kolors. E già questo ci sembra un buon motivo.

Intervista a cura di Mei Pintori

Autore:

Alessandra Sandroni