Skip to content
ARTEFATTA presenta "ALCOL ETILICO" –   "Solo Frasi Fatte" è il nuovo singolo di IRACI –   AMP FESTIVAL: 60 anni di Psichedelia a VICENZA –   MAarteLive: dall'1 all'11 ottobre a ROMA torna la BIENNALE DIFFUSA di Arte e Musica –   Barezzi Festival 2026 –   The Van Pelt – Remain Obscure –   ROMADIFFUSA TORNA ALL'ESQUILINO PER LA SUA V EDIZIONE –   MArteLive “Lo Spettacolo Totale” e Immersiva 2026 - l’Arte che immagina e reinventa presente e futuro –   METROPOLIS DAL VIVO: QUATTRO NUOVE DATE PER LA SONORIZZAZIONE DI FRITZ LANG –   MOONARI ft. FOLCAST & NERI PER CASO presentano "In fondo a stare soli non c'è male" –   (c)over: solo un vezzo o qualcosa di più? –   Senza Corona: Intervista agli Yuppie Flu –   Esce oggi il primo singolo di Julie Ant –   Nervi: fuori "Ma si immagini se…", il nuovo singolo prodotto da Dente –   Macklemore annuncia il Free Palestine Tour –   ARTEFATTA presenta "ALCOL ETILICO" –   "Solo Frasi Fatte" è il nuovo singolo di IRACI –   AMP FESTIVAL: 60 anni di Psichedelia a VICENZA –   MAarteLive: dall'1 all'11 ottobre a ROMA torna la BIENNALE DIFFUSA di Arte e Musica –   Barezzi Festival 2026 –   The Van Pelt – Remain Obscure –   ROMADIFFUSA TORNA ALL'ESQUILINO PER LA SUA V EDIZIONE –   MArteLive “Lo Spettacolo Totale” e Immersiva 2026 - l’Arte che immagina e reinventa presente e futuro –   METROPOLIS DAL VIVO: QUATTRO NUOVE DATE PER LA SONORIZZAZIONE DI FRITZ LANG –   MOONARI ft. FOLCAST & NERI PER CASO presentano "In fondo a stare soli non c'è male" –   (c)over: solo un vezzo o qualcosa di più? –   Senza Corona: Intervista agli Yuppie Flu –   Esce oggi il primo singolo di Julie Ant –   Nervi: fuori "Ma si immagini se…", il nuovo singolo prodotto da Dente –   Macklemore annuncia il Free Palestine Tour –  

I HATE MY VILLAGE - NEVERMIND THE TEMPO

Recensione a cura di Alessandra Sandroni

E’ arrivato finalmente il momento di gustarci l’attesissimo ritorno di una delle band più interessanti della scena musicale italiana. Gli I Hate My Village sembrano uno di quei sogni che si avverano, quando provi ad immaginare come sarebbe ascoltare una jam con i migliori musicisti italiani in circolazione, ed ecco che ti ritrovi Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Alberto Ferrari (Verdena), Fabio Rondanini (Calibro 35) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) spuntare all’orizzonte come un miraggio.

Legati dalla fascinazione per la sperimentazione, gli IHMV si sono avventurati con il loro omonimo esordio del 2019 nell’inesplorato mondo della musica africana, i cui segni indelebili porta ancora addosso Nevermind The Tempo. La fatale attrazione del supergruppo per un sound tribale è palese ma nel secondo album in studio, che segna l’approdo alla Locomotiv Records, la band di Adriano Viterbini spinge sull’acceleratore liberandosi da qualsivoglia definizione per erigere uno spazio privo di confini entro cui muoversi. Come lascia intuire l’artwork di copertina di Alessandro "Scarful" Maida, “Nevermind The Tempo”, issato su una bandiera, è un monito: scrolliamoci di dosso le aspettative, usciamo dai precetti strutturali, mescoliamo, stravolgiamo. Il linguaggio stesso è in primis libero da dettami di stile (a partire dal titolo del disco), traducendosi in un cantato che non è schiavo del significato delle parole, ma le catapulta in un universo sonoro trasformandole talvolta anche in strumento vero e proprio.

ph. Donato Sansone

A partire da questo concetto l’apertura del disco è lasciata ai due singoli “Aritmine”, spinta da riverberi e chitarre acidissime e “Water Thanks”, che suona come un mantra, fra bassi prepotenti e presenze ancestrali. Come ci trovassimo davanti ad una foto mosaico, dove ciò che osserviamo è il frutto della composizione di moltissime altre piccole immagini, ogni canzone è una matrioska di suoni da svelare. Non perdete tempo, anche se detto in questo contesto, me ne rendo conto, suona come un paradosso: indossate le cuffie e insinuatevi nella giungla allucinata e distorta di “Mauritiana Twist”, nei sali scendi delle ritmiche impervie di “Italiapaura” o nella nebbiosissima “Erbaccia”, che vi catapulterà con i suoi riff polverosi e un cantato in trance dentro uno scantinato denso di fumo, per onorare il titolo. L’aria è rarefatta, la mente è leggera come una nuvola e a riportarci alla realtà ci pensano gli schiaffi in faccia di “Jim”.

Menzione a parte la devo fare ad un piccolo capolavoro: “Come una poliziotta”, brano che cresce sulla passione di Alberto per quello che, nel mondo del jazz, chiamano “scat”; vale a dire l’impiego di sillabe e fonemi ad esclusivo voto ritmico e melodico (quel “tika-tika couch-ta” non te lo levi dalla testa per i giorni a venire). La canzone, come raccontano gli IHMV, “nasce in un garage di Castel Gandolfo, occasione creativa in una giornata improbabile e fredda”; ed è una montagna russa di muri sonori contro i quali andiamo a sbattere ripetutamente, di esplosioni rabbiose, sbuffi e ringhi che sfumano in un ticchettio che ricorda quello della pioggia. Una botta di adrenalina da ripetere in loop.

Il secondo capitolo discografico firmato I Hate My Village è conseguenza diretta di una minuziosa e brillante ricerca dei suoni, di un abbandono costante e fedele alle suggestioni, che ci proietta nel viaggio senza meta che è Nevermind The Tempo. Un percorso sregolato che si dipana lungo dieci atti che non hanno la pretesa di raccontare il paesaggio, ma che ne diventano direttamente parte integrante.

 

Tracklist

  1. Artiminime
  2. Water Tanks
  3. Italiapaura
  4. Eno Degrado
  5. Mauritania Twist
  6. Erbaccia
  7. Jim
  8. Dun Dun
  9. Come Una Poliziotta
  10. Broken Mic

 

Immagine che rappresenta l'autore: Alessandra Sandroni

Autore:

Alessandra Sandroni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *