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The Rideouts – Heart and Soul

Dopo i precedenti The Storm After The Calm e All Day & All Night, i Rideouts tornano con il terzo album Heart and Soul.

Un disco che rappresenta un’importante tappa nella carriera della band, ormai matura e all’apice della sua espressione artistica, pronta probabilmente per la consacrazione al grande pubblico. L’idea nasce quando Max Scherbi, cantante, chitarrista e leader della formazione, trasferitosi a Liverpool per questioni relative a esigenze stilistiche oltre che personali, incontra i musicisti con i quali darà vita alla prima incarnazione dei Rideouts. La scena inglese, alla quale il cantante deve le sue maggiori influenze, sarà per lui prodiga di soddisfazioni.
Una su tutte il feedback estremamente positivo rilasciato dal giornalista della BBC Richard Oliff il quale, nell’esprimere pubblicamente il suo apprezzamento nei confronti del gruppo, ha scomodato gente come Beatles ed Eric Clapton.La professionalità di questo lavoro è chiara già dallo studio di registrazione utilizzato per la sua incisione, il Mercury Mastering in California, dove Blake la Grange (che vanta collaborazioni con con personalità del calibro di Kanye West) se ne è occupato in prima persona. Dunque l’internazionalità della band è oggettivamente sotto gli occhi di tutti e Heart and Soul non fa che confermarla ulteriormente. Ritengo possa essere il viatico per l’abbandono della scena underground e l’ascesa verso il grande pubblico poiché ne possiede tutte le caratteristiche: sperimentazione mai fine a se stessa, granitica sessione ritmica ed efficace connubio tra le due voci, quella di Max Scherbi e quella di Michela Grilli. Sonorità difficilmente circoscrivibili all’interno di un solo genere musicale anche se, oltre alle influenze già citate, si possono rintracciare tendenze come l’alternative, il grunge e non in ultimo il new romantic. Musica pregna di stili differenti quindi.

Voglio proporre qui un’interpretazione insolita. Mettendo in linea la traduzione dei titoli delle tracce, rispettando rigorosamente l’ordine cronologico d’incisione, si ha una dimostrazione della diversa matrice e del viaggio emozionale nel quale l’album ci vuole accompagnare; processo che non in ultimo prende forma sotto una diversa composizione dei brani: Not Enough (non abbastanza), Plastic Soul (anima di plastica), I’m So Sorry (mi dispiace così tanto), Give It To Me (dammelo), I’ll Be Free (sarò libero), Put The Blame On Me (Dà a me la colpa), Who I Am (chi sono), Wait (aspetta), Take It Easy (calmati), Be A Man (sii uomo) e Don’t Cry (non piangere, non disperarti).

01. Not Enough
02. Plastic Soul
03. I’m So Sorry
04. Give It To Me
05. I’ll Be Free
06. Put The Blame On Me
07. Who I Am
08. Wait
09. Take It Easy
10. Be A Man
11. Don’t Cry

Recensione a cura di: Stefano Di Giacinto

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