Prima di cominciare, per onestà intellettuale, è necessario che io faccia una premessa: quella che vi state accingendo a leggere non è una recensione, è una dichiarazione e un attestato di stima spudoratamente di parte tipo tifo da stadio, di quello da curva nord. E, se vogliamo dirla tutta, anche il nuovo album di Ico e I Casi Umani non è realmente un disco. È una vendetta. La vendetta del gruppo spalla.
Sotto il leggendario marchio di Aloch Dischi è uscito il 19 giugno scorso il quinto album in studio della band pisana di Ico Gattai e dei suoi casi umani (Davide Barbafiera, Tommaso Tanzini e Jacopo Vescio) che ritroviamo in una veste, se possibile, ancora più libera, sarcastica e irriverente. Dimenticate i sentimentalismi alla Uva Fragolina (uno dei loro brani più iconici che, per chi non lo sapesse, inizia così: “Mi metto un plettro nel culo e scrivo una canzone d’amore”) perché in Gruppo Spalla si alza il tiro, il punk rock diventa preponderante e le chitarre sono tiratissime, mentre le tastiere scandiscono il ritmo tessendo tappeti elettronici sui quali inciampano i protagonisti dei testi che sono sempre in bilico tra l’assurdo e il grottesco rivelando il loro lato più crudo, più sfacciato, più umano.
ph. Sebastiano Bongi Toma
Sullo sfondo colorito della periferia pisana si articolano le rocambolesche avventure di personaggi tutt’altro che surreali, spesso alle prese con disparate tipologie di stupefacenti (Gommapane, Fantabosco e Puzzone), che si destreggiano tra appuntamenti partiti male ma sostenuti da un sottile filo di speranza (Bidet), prese di coscienza (Bluethooth) e rilevanti considerazioni sulla vita (Baratro, Voglio Andare a Vivere da Solo). Il tutto condito da un dolceamaro miscuglio di ironia, perdizione e un pizzico di critica sociale, che ci riportano con la memoria a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, dove Freak Antoni si prendeva gioco di un sistema intero con i suoi indimenticabili Skiantos.
Prodotto insieme alle sapienti mani dell’amico, ma prima di tutto fan, Andrea Appino, Gruppo Spalla è un inno di rivincita degli ultimi, dei reietti, degli eterni secondi. L’urlo liberatorio di chi non ha voluto costringersi negli abiti che la società avrebbe voluto cucirgli addosso, ma preferisce di gran lunga andarsene in giro in bermuda e ciabatte, consapevole che è lì che si trova la vera felicità.
Levatevi le scarpe, sentite il suolo dentro di voi
Levatevi le scarpe, in un istinto di libertà
Prendetevi per mano, sentite il flusso e l’energia
Guardatevi negli occhi, per qualche istante di libertà.

Tracklist
- Gruppo Spalla
- Dittatore
- Musi Lunghi
- Gommapane
- Fantabosco
- Puzzone
- Solare
- Manifesto
- Damiano
- Bluethooth
- Marestate
- Bidet
- Fantasma
- Baratro
- Levatevi le Scarpe
- Voglio Andare a Vivere da Solo
