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THE SOPHS arrivano in Italia con il debut album GOLDSTAR

DOMENICA 4 OTTOBRE 2026

MILANO - ARCI BELLEZZA

Dopo la pubblicazione del loro album d’esordio “GOLDSTAR”, uscito il 13 marzo 2026 per Rough Trade Records, i The Sophs arrivano finalmente in Italia. La band di Los Angeles presenterà al pubblico italiano il proprio universo sonoro imprevedibile e senza compromessi: un viaggio tra pop-punk, funk, rock alternativo, emo, blues e folk,guidato da una scrittura ironica, provocatoria e profondamente autentica.

Il sestetto formato da Ethan Ramon (voce), Sam Yuh (tastiere), Austin Parker Jones (chitarra elettrica), Seth Smades (chitarra acustica), Devin Russ (batteria) e Cole Bobbitt (basso) è una delle nuove realtà più interessanti emerse dalla scena underground americana. La loro onestà brutale, i pensieri più scomodi trasformati in canzoni e una capacità innata di attraversare generi diversi hanno catturato immediatamente l’attenzione dei fondatori di Rough Trade, Geoff Travis e Jeannette Lee.

“I The Sophs sono arrivati dal nulla”, raccontano Travis e Lee. “È raro che un demo riesca a farti battere il cuore e a spingerti in una vera e propria ricerca per scoprire chi lo ha mandato. È quello che è successo con Ethan Ramon.”

Quando Ramon inviò il proprio materiale alle etichette indipendenti che aveva sempre ammirato, non si aspettava risposte. Il giorno successivo, però, Travis e Lee erano già nella sua casella di posta, pronti a fissare una chiamata.

Il risultato di quell’incontro è “GOLDSTAR”, un debutto che raccoglie cinque brani nati come un primo seme creativo e trasformati in una dichiarazione d’identità. Un album che mette in discussione il bisogno di approvazione, il desiderio di essere riconosciuti come “persone buone” e la continua ricerca di una validazione esterna.

È un approccio che permette ai The Sophs di muoversi costantemente tra ironia e vulnerabilità, tra momenti caotici e improvvise aperture emotive. In GOLDSTAR convivono un brano dalle influenze Delta Blues, una traccia ispirata agli ZZ Top, atmosfere emo, esplosioni pop-punk e passaggi che sembrano arrivare direttamente dal folk e dal teatro musicale.

“Voglio rubare, plagiare e prendere in prestito”, spiega Ramon. “Alla fine, quello che conta è che la musica suoni incredibile.”

Ogni canzone nasce da una scintilla diversa: un’idea, un frammento, un riferimento trasformato fino a diventare qualcosa di completamente nuovo.

La title track “GOLDSTAR”, introdotta da un delicato fingerpicking in stile flamenco, affronta invece il tema della bontà autentica e della domanda che attraversa l’intero album: quanto delle nostre azioni nasce davvero da altruismo e quanto dal desiderio di essere riconosciuti?

Tra i momenti più sorprendenti del disco troviamo anche “SWEETIEPIE”, una sorta di incontro tra emo e bluegrass che parte come una canzone d’amore per rivelarsi progressivamente il ritratto di un narratore fragile e imperfetto, e “SWEAT”, brano dalle atmosfere rock anni ’90 che alterna tensione e improvvise esplosioni di rabbia.

Ma è dal vivo che la vera natura dei The Sophs emerge completamente. Dietro la provocazione e i personaggi estremi raccontati nei testi si nasconde una band profondamente collaborativa, energica e positiva: sei musicisti che trasformano ogni concerto in un momento di pura intensità collettiva.

Quello che potrebbe sembrare un atteggiamento da “outsider” è in realtà una forma di libertà creativa: una sorta di “privilegio del giullare”, la possibilità di dire ciò che normalmente viene nascosto e trasformarlo in qualcosa di condiviso.

Con “GOLDSTAR”, i The Sophs presentano un debutto audace, imprevedibile e impossibile da classificare

Immagine che rappresenta l'autore: Daniele Maldarizzi

Autore:

Daniele Maldarizzi