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The Bastard Sons Of Dioniso - s/t

Trackilst:

01. Bestia tra il Bestiame
02. Denti
03. Trincea
04. Compro oro
05. Precipito
06. Iodio a Milano
07. Cassandra
08. Samurai
09. Ti sei fatto un’idea di me
10. Ciò che reggeva il mondo

Apparentemente un album dal titolo omonimo al gruppo che lo ha realizzato, The Bastard Sons of Dioniso, in realtà il titolo del Cd è un rebus nascosto nel booklet e la cosa non può non far venire in mente l’Album IV dei Led Zeppelin privo di titolo ufficiale e chiamato nel corso della storia nei modi più svariati(da Four Simbols a Zoso o semplicemente IV).

Pubblicare un album senza dargli un titolo immediatamente fruibile è un po’ una sfida che il trio della Valsugana, Jacopo Broseghini, Federico Sassudelli e Michele Vicentini,  6 cd all’attivo e più di 450 concerti sulle spalle, lancia a chi indovinerà il difficile rebus e più in generale al pubblico che si troverà tra le mani un prodotto non di facile ascolto, un rock per  il quale “per goderne devi faticare (cit)”.
The Bastard Sons of Dioniso- chiamiamolo per ora in questo modo  – è così come lo vedi, niente fronzoli, strumentazione al minimo, chitarra, basso e batteria, per essere il più possibile trasponibile nella versione live. Un cd dall’apparenza semplice dietro al quale si nasconde l’essenza sincera del rock.
 Interessanti le collaborazioni realizzate con altri artisti, in “Trincea”,  primo singolo estratto di cui è uscito anche il video, bellissimo l’arrangiamento realizzato con i Gnu Quartet, famoso quartetto d’archi,  in “Ti sei fatto un’idea di me” è Bugo, estroso artista della scena indie italiana, che ha scritto  il testo appositamente per i tre.
Spesso ironici ed irriverenti nei loro testi i Bastard si divertono a cesellare il linguaggio con le ritmiche de rock, come in “Compro Oro” e “Denti”, non più di tanto velata è la critica, sempre sarcastica, contro la grande metropoli in “Iodio a Milano” geniale il riferimento alla “lotta armata” come metafora della fatica di tutti i giorni a sopravvivere in una grande città.
“Samurai” è la mia preferita, coinvolgente riff di chitarra iniziale, forze contrapposte nel tentativo di superare le difficoltà della vita espresse nel duello tra una bambolina vodoo ed un Samurai.
 I Bastard scelgono invece tonalità più tenui per raccontare la storia mitologica della figlia di Ecuba e Priamo, in “Cassandra”.
Si chiude il cd con “Ciò che reggeva il mondo” in cui raggiungono il massimo nel gioco del linguaggio celando sotto le bordate di chitarra e batteria alcuni ossimori come “morto di gioia” e “la tempesta mi rasserena”.

Energici e pazzeschi dal vivo in versione elettrica, dotati di rare capacità di armonizzazione in versione acustica, i The Bastard Sons of Dioniso sono una realtà bellissima e reale del panorama musicale italiano.


Recensore: Simona

Immagine che rappresenta l'autore: staff

Autore:

staff

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