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Niroshan – Chimere

È sempre difficile giudicare più o meno negativamente un’artista emergente. Vuoi perché capisco, da musicista, le difficoltà che si incontrano nel creare un prodotto in grado di arrivare nell’intimo di un numero potenzialmente enorme di persone, vuoi perché è sempre presente in me il clamoroso dubbio di poter avere un metro di giudizio completamente sballato e inadatto.

“Chimere”, è un disco che proprio non riesce a piacermi. La scintilla compositiva posso anche riconoscerla, ma l’incendio è ben lontano dall’esplodere. Trovo i suoni “falsi” (i pianoforti e le sezioni d’archi sembrano strumenti virtuali da pochi euro) e poco interessanti, ed un missaggio a mio parere scriteriato non aiuta di certo tutta la struttura compositiva, che poggia su costruzioni armoniche e melodiche eccessivamente scarne. Probabilmente sarebbe stato meglio realizzarlo con la sola chitarra acustica. Le liriche sono spesso, per quanto concerne la metrica, forzate e ripetitive; il vero problema però risiede nella mancanza di una vera e propria forza retorica efficace “se . Sembrano parole in pieno stile Modà o cose del genere.

Non capisco se la scelta di raccontare il proprio mondo in questo modo sia voluta e totalmente sincera oppure si sia cercata una strada “facile”, in modo da creare un prodotto destinato alla media e facilissima fruizione.
Ho ascoltato questo CD circa venti volte. Dalla prima alla ventesima però, ahimè, non mi ha convinto. Lo trovo fermo sul posto, immobile, piantonato e accartocciato su se stesso.

01. Colpevole
02. 1950
03. Alessia
04. La tua rivoluzione
05. Chimere
06. Lei
07. Binario 14
08. Cuore ribelle

Recensione a cura di: Cesare

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