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Madalena - Briza

MADALENA

BRIZA

Recensione a cura di: Francesca Mastracci

Partiamo da un dato: se non avessi saputo per certo che chi canta ha origini partenopee, con molta probabilità, a primo acchito, avrei pensato di star ascoltando un disco prodotto in todo in terra carioca. Traccia dopo traccia, però, allo stesso modo, mi sembrava sempre più evidente che se non avessi avuto questa certezza, probabilmente mi sarebbe apparsa ovvia ascoltando con cura il dispiegarsi delle note. Ed è proprio questo, a mio avviso, il tocco che contraddistingue il disco di cui sto per parlarvi.

Si intitola Briza ed è l’esordio discografico sulla lunga distanza di Madalena, nome d’arte scelto dalla cantante Maddalena Pennacchia, che si fa coadiuvare in questa impresa da uno splendido ensemble di musicisti con anni di esperienza alle spalle quali Stefano Nencha, Stefano Nunzi e Alessandro Marzi, oltre che da Eddie Palermo e Nicola Stilo come special guests.

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La briza, comunemente nota con il nome di  ‘erba sonaglina’, per vicinanza grafica ed omofonica ricorda anche il termine ‘brisa’ (che in brasiliano significa per l’appunto ‘brezza’). Le nove tracce che compongono la track list sono concettualmente una fusione di entrambe le sfere semantiche a cui questi due termini si riferiscono e, chiudendo gli occhi, pare davvero di sentire il fruscio della calda brezza di fine estate tra gli steli d’erba con le sue infiorescenze tinnule.

La fascinazione nei confronti della musica brasiliana e la passione verso il canto, che aveva messo da parte pur non smettendo mai di coltivare, hanno spinto Madalena a mettersi di nuovo in gioco sulla soglia dei cinquant’anni.  Il risultato è un disco che parla di passione e delicatezza, rinascita e poesia.

Strutturalmente, le tracce si presentano come una raffinata articolazione di bossa nova, che segue, come nella migliore delle tradizioni, una linea melodica armonizzata dal jazz e punteggiata ritmicamente dalle trame sonore di samba. Il fulcro delle composizioni è un andirivieni costante in cui si coniuga la vena più intima e nostalgica della musica carioca con dilatazioni incalzanti che enfatizzano, invece, un soffuso slancio ritmico proteso verso una trattazione più mediterranea della materia.

Ottima l’interpretazione vocale di Madalena, che mostra di essere totalmente a suo agio con il cantato totalmente in brasiliano, fatta eccezione dell’outro “Skylark” che invece è in inglese. Le note suadenti della voce, come uno strumento aggiunto, si amalgamano alla morbidezza agrodolce di questa carezzevole folata si vento sospesa nel tempo e nello spazio, donando un leitmotiv di coerenza stilistica al nome che porta il disco.

In definitiva, un buon esordio dall’ascolto piacevole e facilmente fruibile, che ci sentiamo di consigliare sia agli appassionati del genere che ai neofiti curiosi.

TRACKLIST:

  1. E' doce morrer no mar
  2. Carinhoso
  3. Samba de minha terra/Vestido de bolero
  4. Rosa (feat. Nicola Stilo)
  5. Samba e amor (feat. Nicola Stilo)
  6. Beatriz (feat. Nicola Stilo)
  7. Madalena (feat. Eddy Palermo)
  8. Flor de lis (feat. Eddy Palermo)
  9. Skylark

VOTO: 8

 

Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci

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