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intervista Last Day Of Summer

Dalla liguria i Last Day Of Summer, alternative rock band che ha amalgamato con cura uno stile tipicamente brit alla corrente alternative più recente. Li abbiamo incontrati in occasione dell’uscita dell’EP “I Remember Nothing”.

Last Day Of Summer penso sia un nome che si sposi bene con il vostro stile, un mood velatamente nostalgico misto al relax. Come siete arrivati a scegliere questo nome e come vi descrivereste a chi ancora non vi conosce?

Last Day Of Summer è sì l’ultimo giorno d’estate, spiagge che si svuotano, il sole che ci mette una vita ad andar via lasciandosi alle spalle una stagione dai toni allegri per dare spazio a nostalgia e malinconia. Ma “Last Day Of Summer” è anche l’inizio di un cambiamento, rivaluti te stesso guardandoti dentro e ti prepari ad affrontare una nuova stagione. Questo è quello che rappresenta il nostro sound, le nostre influenze e il mood che ci accompagna nel comporre.

Rispetto alla maggior parte delle rock band siete solamente in tre elementi. A cosa dobbiamo questa scelta e quali sono i pro e i contro di una formazione così ristretta?

Non ci piace pensare che sia stato deciso “un numero di componenti”, le cose inizialmente erano partire da una testa che poi sono diventate tre e ad oggi possiamo darvi un’esclusiva che riguarda il quarto membro, Walter Bianchi! Insomma, ci piace completarci, evolverci, sperimentare nel tempo.

“I Remember Nothing”, il vostro EP d’esordio vede in copertina una rosa bianca sporca di sangue. Che relazione c’è tra titolo e immagine?

“I Remember Nothing” fa ancora male solo a pronunciarlo. Questo insieme di tracce diventate poi un EP, non sono state create “a tavolino”, per tirar su un progetto ma è un insieme di sfoghi scritti in un momento davvero oscuro della nostra vita personale. Non ci passava manco per la testa in quel momento di ricevere un’offerta discografica e cose del genere… Ci interessava solo scrivere quello che ci passava per la testa pensando che scaricare tutto su un foglio potesse farci stare meglio. Per questo la rosa bianca macchiata di sangue: la rosa bianca è simbolo di purezza, e il sangue è sinonimo di dolore, una mente sana distorta da una realtà malata… Noi da tutto questo abbiamo voluto distaccarci ed evadere pensando a questo EP come ad una cassaforte piena di ricordi da cancellare e dimenticare.

Sempre parlando dell’EP bisogna ammettere che avete svolto un ottimo lavoro, specie nella costruzione artistica dei brani. Come sono nati i brani dell’EP?

Beh grazie mille, siamo dell’idea che se una persona trasporta se stesso in un brano mettendoci anima e cuore non può che ritornare un ottimo lavoro, e questa cosa l’abbiamo creata insieme, ognuno con le proprie influenze e ispirazioni. Poi, parlando della vera e propria composizione, abbiamo passato un periodo dove eravamo solo noi, il mare visto da un molo e la nostra chitarra acustica.

All’interno del mini troviamo anche la versione acustica di “Worst Day”, accompagnati da Valeria Barbera. Cosa vi ha spinto a inserirla nella tracklist e come è nata questa collaborazione?

Vale è prima di tutto un’amica, poi una giovanissima e talentuosissima cantante. E stato più semplice di quello che si pensa: un bel giorno abbiamo detto “Ehi, perchè non proviamo a sentire come starebbe la voce di Vale con quella di Matti…!?” e lì abbiamo constatato che girare un pezzo molto triste come “Worst Day”, in chiave femminile, fosse una bella idea.

Quale brano di “I Remember Nothing” pensate vi rappresenti al meglio?

“I Remember Nothing” è quello che non ci piacerebbe mai essere. E’ l’altra personalità che tiriamo fuori quando siamo arrabbiati o in torto o semplicemente soli… È una parte di noi che abbiamo accettato di avere, e imparato a controllare.c

Alternative rock vs Brit Rock: in quale delle due scene vi trovate più a vostro agio?

Ci sentiamo a nostro agio a suonare quello che ci piace. Noi l’abbiamo definito un rock alternativo, poi “gli etichettamenti” dati sono stati una miriade, tra cui anche “emocore”.

Nell’EP troviamo Vinx dei Vanilla Sky nelle vesti di produttore e guest. Come è nata questa collaborazione e quanto c’è di suo nella vostra crescita artistica?

Vinx è forte… Ricordiamo ancora anni fa la “cotta” che avevamo per i Vanilla Sky e l’attitudine e il mood che ha Vincenzo sia sopra che sotto il palco era quello che più si avvicinava a noi. Ha ascoltato qualche bozza e ci ha dedicato del tempo. Nell’album si può captare il suo “zampino” in tre delle sei tracce (cover compresa) pubblicate.

Quali sono i prossimi step in casa Last Day Of Summer?

Goderci quanto creato, valutare alcune offerte discografiche estere e viaggiare in Inghilterra e Russia per due Tour a fine anno.

Un saluto ai nostri lettori?

Ciao vostri lettori.

A cura di Golem

Autore:

Alessandra Sandroni