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Intervista Crossfaith

Verona, 5 Marzo 2016 @ Officina degli Angeli

Si chiamano Crossfaith, arrivano dal lontano Giappone e sono una delle band più famose di questa nuova corrente chiamata “Electronicore”. Giunti al loro decimo anniversario, i cinque di Osaka decidono di tornare in Italia per la terza volta col supporto dei The One Hundred. Potevamo perderci un faccia a faccia del genere? Certo che no! Ed ecco che Ondalternativa ha l’onore di intervistare due dei membri della band nipponica: Kenta Koie (vocalist) e Ikegawa Hiroki (basso).

Ciao ragazzi e ben tornati in Italia! So che questa è la vostra terza volta qui da noi, come mai la scelta è ricaduta su Verona?

Ken: Volevamo fare un tour in Europa che nuovamente comprendesse anche l’Italia, ma non abbiamo deciso noi il posto ma… hey siamo qui ed è figo! (Ride)

So che in Giappone siete abituati a suonare in locali notevolmente molto più grandi di questo, ma forse più dispersivi. Percepite un’atmosfera diversa quando suonate in locali così piccoli in giro per il mondo? E’ un po’ come tornare alle origini, in modo emotivo intendo

Hiro: E’ completamente diverso che suonare in Giappone.

Ken: Sì, decisamente. Ieri sera eravamo a suonare in un locale a Monaco in Germania ed era così piccolo che dopo poco ero completamente sudato fradicio, ma è stato davvero divertente e posso dire il miglior show del tour per il momento. Penso di preferire le venue piccole a quelle più grosse perché posso captare maggiormente l’energia del pubblico.

Hiro: Questa è la prima volta per noi qui all’Officina Degli Angeli e penso che solo alcune persone ci conoscano e sicuramente alcune di loro non ci hanno mai visto dal vivo, quindi non sanno come ci esibiamo, sarà davvero divertente.

Quando vi esibite all’estero riuscite a percepire un’atmosfera differente da paese a paese? Ad esempio, so che in Giappone durante i concerti le persone sono molto più calme e educate, mentre in Europa o in altri paesi, le cose sono molto diverse.

Hiro: In Giappone non tutte le persone sono educate durante i concerti, ma sicuramente, quando noi parliamo sul palco, loro restano in silenzio e ascoltano, a differenza di altri paesi, dove solitamente le persone urlano… tuttavia, anche nella nostra città natale, Osaka, la gente è molto casinara. I fan britannici e americani sono forse i più chiassosi ma sono anche quelli che sento più vicini alla nostra musica, ma e’ anche vero che sono paesi abituati a vedere centinaia di band a settimana e la gente e’ molto più metal di altri paesi.

Come vedete la scena della musica metal in Giappone? E’ un genere di musica con il quale è difficile diventare famosi o è molto facile? So che in Giappone avete diversi tipi di band metal.

Ken: Anche se abbiamo un influsso metal, noi non siamo una vera band metal, come ad esempio i nostri amici Coldrain, i quali hanno un‘essenza decisamente molto più metal, ma in Giappone e’ come essere in una giungla, un miscuglio di generi. Perciò non so dire con certezza cosa sia metal e cosa no. Nel nostro paese ci sono solo poche band che suonano metal realmente, ma credo non siano tanto famose… non più famose di noi.

Hiro: Sì, abbiamo festival come il Loudpark o l’Ozzfest, ma non ci sono delle vere band metal giapponesi che vi prendano parte. Abbiamo suonato anche noi lì con i Coldrain, i SiM e anche gli One Ok Rock, che non sono per niente metal. Tutto è mescolato.

Siete spesso in giro per il mondo, impegnati in tour che per lunghi periodi vi portano da una parte all’altra del globo, lontano dal vostro paese. Non avete mai nostalgia di casa? C’e’ qualcosa che fate in particolare, che vi possa far sentire come a casa anche se siete in costante movimento?

Ken: Alcune volte, ma non ho mai tanta nostalgia di casa quando viaggiamo. Quando siamo in giro per il mondo, trovo sempre l’occasione per andare a visitare le città, mi piace girare per il centro e vedere i vari palazzi di giorno. Invece di notte, dopo i live, vado a letto e vedo dei film o ascolto musica. Cose che faccio normalmente anche a casa.

Il vostro terzo album, Apocalyze, contiene delle liriche molto particolari, che trattano diversi argomenti, come ad esempio “Only The Wise Can Cotrol Our Eyes”, confronta il disastro nucleare di Fukushima e come voi crediate che il governo, e penso che questo lo crediamo un po’ tutti, stia nascondendo la verità al popolo. Avete mai ricevuto una critica a riguardo da parte delle persone o del governo stesso? Come vi sentite quando cantate questa canzone live in Giappone?

Ken: In verità… non l’abbiamo mai suonata live in Giappone… Ci piacerebbe, ma…

Per quanto riguarda il vostro ultimo successo Xeno, posso affermare un lieve cambiamento a livello musicale rispetto ai precedenti album. Musicalità più elettroniche, approcci vocali differenti e un mix di diversi stili musicali. C’e’ stato qualcosa in particolare che vi ha ispirato prima o durante la produzione?

Ken: Si certo. Viaggiamo tanto e spesso e incontriamo sempre nuova gente, suoniamo in posti ogni volta differenti e facciamo sempre nuove esperienze che ci portano a scrivere musica anche in tour. E’ come se la musica provenisse da me e questo stesso ‘me’ è formato da diverse esperienze. Prendo ispirazione da ogni cosa.

Migliore esperienza fatta durante un tour o un concerto?

Hiro: Per quanto mi riguarda, nel 2013 quando abbiamo partecipato per la prima volta al Warped Tour negli States con i “While She Sleeps”. Sono ragazzi grandiosi e ci siamo divertiti un sacco a pattinare insieme nelle venue. Sono cresciuto con le compilation del Warped Tour e in America ho imparato la cultura e passione per il pattinaggio, e per me ha significato molto far parte di un evento così per la prima volta.

E tu Ken?

Ken: (ride)

Stavi pensando ad altro?

Ken: Io… ho fatto tante belle esperienze (ride)

Una in particolare…?

Ken: (pensa ancora un po’) Donwload Festival. E’ stato il risultato più bello che potessi ottenere.

Peggiore esperienza fatta durante un tour o un concerto?

Hiro: c’e’ sempre qualcosa che succede, ma nulla di così grave…

Anche divertente, nel suo essere negativa, non deve per forza essere traumatica…

Ken: Durante il Leeds and Reading Festival stavo per cadere nel fare crowd jumping e Kizz e altri sono corsi a salvarmi. (risata generale)

La band più pazza con la quale avete suonato?

Ken: Ultra Fuckers di Osaka. Andavo ancora alle superiori. Sono dei tizi davvero fuori, band terrificante. Solitamente il vocalist, e chitarrista, interrompe le canzoni all’improvviso e urla F**A (risata generale) e poi riprende a cantare. Credo che quel Jason sia la persona più pazza che abbia mai conosciuto.

La fan più pazza con la quale avete avuto a che fare?

Entrambi: (risata generale) ce ne sono tante!

Hiro: Ora che ci penso però, ieri a Monaco una ragazza mi ha regalato un paio di mutande commestibili e non sono tanto sicuro di cosa dovrei farne (risata generale).

Il paese preferito dove vi siete esibiti finora?

Ken: Amo l’Europa, la Gran Bretagna, ma preferisco gli USA e l’Australia. Adoro fare i tour in Europa, ci sono tanti differenti stati, con differenti storie e culture…

Hiro: Sei confuso, scegli un paese.

Ken: Non posso, ce ne sono troppi… (risata generale)

Hiro: Europa, specialmente la Gran Bretagna, ci sono davvero un sacco di band che si esibiscono là. Non voglio dire cose cattive sugli States, ma quando sono lì, vedo sempre i ragazzi andare solo ai parchi giochi, mentre in Gran Bretagna c’e’ molta più cultura.

Avete uno slogan personale, un motto su cui basate il vostro essere?

Hiro: Sì forte, unico e innovativo.

Ken: Mai dimenticarsi di sorridere.

Avete mai pensato a un piano B qualora la vostra carriera da musicisti non fosse mai decollata?

Ken: Avrei fatto il DJ in radio.

Hiro: Avrei sicuramente fatto il designer di copertine di CD musicali e T-Shirt per le band, o almeno questo e’ quello che volevo fare prima di unirmi ai Crossfaith.

Per le persone che leggeranno di voi per la prima volta, quale canzone suggerireste di ascoltare? Un po’ come un biglietto da visita per la vostra musica.

Ken: Xeno

Hiro: Jägerbomb

Un messaggio per i vostri fan italiani?

Ken: E’ uscito da poco il nostro ultimo album Xeno e stiamo già preparando nuovo materiale quindi teneteci d’occhio e, qualora non ci aveste mai visto prima, venite ai concerti e divertitevi insieme a noi!

Hiro: Non so quanta gente verrà stasera, ma spero di rivedervi tutti la prossima volta in un locale più grosso!

Un ringraziamento particolare alla band e al loro staff per il tempo dedicatoci, alla prossima Crossfaith!

A cura di Tatiana Granata

Autore:

Alessandra Sandroni