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Intervista a JunKee

La Chiave di Giugno è il progetto musicale di Giancarlo Sabatti Fausti AKA JunKee, arteterapeuta, attore, cabarettista e speaker radiofonico. Attivo come musicista dal 1999 nel panorama undergroud musicale, dopo aver militato come bassista, chitarrista o cantante in gruppi Grunge, rock ed Indie rock dà vita a La Chiave di Giugno, progetto cantautorale che negli anni ha assunto forme di one man band acustico, duo e trio elettrico.
Il progetto si fonda su testi forti e graffianti, melodie mai banali ed un carattere rock declinato in diversi modi, ammorbidito dall’attenzione ai dettagli sonori e stilistici. Dopo anni di live nei peggiori bar di un po’ dovunque, concerti improvvisi e busking musicale arriva il disco d’esordio.

1)Ciao!! Presentati/tevi. Da dove venite, chi siete?

Ciao sono la Chiave di Giugno AKA Giancarlo. Ex bresciano di provincia, adottato comasco. Diciamo che, come dice il mio nome, sono tante cose: Gian Chi?? Nella vita sono un arteterapista e lavoro coi bimbi in tanti ospedali pediatrici, sviluppando percorsi creativi per il sostegno emotivo e psicologico dei ragazzi in ospedale. Sono un attore teatrale ed un comico, e faccio quà e là spettacoli in giro.. E la musica?? Che c entra allora?? Lei è il mio primo amore, ma per tanti motivi rimasta nel mio intimo tanti anni, dove ho suonato in giro le mie canzoni sempre con un concetto di farlo per me. E cosi, nonostante sia il primo, questo amore c’ha messo quasi vent anni prima che mi decidessi a mettere su un progetto di un disco vero. E sì, l’ ho fatto per me, prima di tutto. Per farmi un regalo. E anche per vedere quanto coraggio ho ancora. Perché per far un disco oggi, un po’ ce ne vuole.. haha.

2)Quale è l’artista che maggiormente vi ha inspirati? Sapreste consigliare un lavoro uscito negli ultimi 5 anni che ritenete veramente degno di nota? Perché?
Da sempre ascolto tutte le declinazioni del rock, rocknroll, indie rock, ma anche cantautori. Dai pearl jam a johnny cash, dagli afterhours a brunori sas. Un po di pop fatto bene non guasta, dai Coldplay ai mumford & sons. Mi ispirano certamente tante cose degli anni 90, età in cui ho “assaggiato” la musica. Sono molto analogico!! Un bellissimo disco di questo periodo secondo me è La terza guerra mondiale degli Zen Circus. Intanto fare dopo tanti anni di lavori un disco in “trio” solo chitarra+basso+batteria è una gran sfida. Poi sferza gran colpi: testi bellissimi, melodie complesse e struggenti ma immediate. Secondo me, contestualizzato al panorama ed al loro percorso di band è un disco pazzesco!!!

3)Parlateci un pochino del vostro ultimo lavoro. Come è nato?
Queste canzoni sono nate negli anni. In modo variopinto. Pensando a me e a come vedo il mondo. O a come lui vede me. Come si usa dire: canto per scacciare la paura!! Canto per farmi coraggio, perché la musica ti aiuta. Spesso i testi li ho scritti per ricordarmi delle cose belle o importanti, perché non le scordassi. E nel cantarle naturalmente viene l idea di condividere le tue conquiste, perché magari siano utili.. Alcuni pezzi sono vecchissimi, li suono da più di 10 anni, altri nati ora. Nel disco ho messo alcuni pezzi dei tanti che già suono, perché.. Boh. Volevo metter quelli lì! Gli altri nel secondo disco haha!! 😉

4)Quale é l’artista più sopravvalutato e quello più sottovalutato sulla scena musicale italiana e non e perché?
Premetto che credo che il mondo discografico ora risenta di molti meccanismi esteri, talent, tv, etc. Non amo i talent. Il concetto della sfida. Musicisti bravi o meno hanno vibrazioni personali.. Si può davvero classificarli in modo scalare? Credo di no. Ognuno ha il suo. Però questo cambia la piattaforma, trasformando un “bazar” in un'”arena” per combattimenti. Ecco io credo nel mondo si abbia bisogno non di fortuna, ma di opportunità. Per ciò tutti gli artisti non emersi sono sotto questo muro propagandistico. In questo senso chiunque sia nell arena, anche bravissimo che sia, è naturalmente sopravvalutato, chi è fuori l opposto. Io ho visto il lavoro per produrre un disco, insomma, non è una passeggiata. Il discriminante tra chi riesce e no è spesso terzo rispetto il valore creativo in sé. Non troppo chiaro eh? Però è così. 😉

5)Progetti per il futuro?
Avendoci messo un bel po ora mi voglio concentrare sulla musica, sul disco. Qualche live in giro, e insomma, aiutarlo a camminare un po. Se impara bene, magari va a fare un bel viaggio!!!

Autore:

Tatiana Granata