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Il Geometra – Ultimi

Ascoltando questo disco ho come immaginato Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ivan Graziani ed Eugenio Finardi fare la hola all’unisono per il pregevole omaggio ricevuto!

Sin dal primissimo ascolto appare infatti evidente che le sonorità a tratti country-folk, piacevolmente naif, semplici, ma efficaci, trovino nella storia musicale dei cantanti sopra citati, la loro principale fonte di ispirazione.
Bhè, tutti si ispirano a qualcuno, niente di nuovo, ma non sempre il risultato è poi così efficace e ben riuscito come nel caso di questo primo disco del progetto musicale umbro che si cela dietro al nome de “Il Geometra”.
…Lo ammetto, aver sentito citare il mitologico “Tatanka” Hubner (…indimenticato! A proposito, ma vi sembra possibile che non sia mai stato convocato in Nazionale??? Cioè parliamone!) nel testo di “Fari spenti”, traccia numero 3 del disco, ha condizionato fortemente il mio giudizio (più che positivo) su questo lavoro.
A distanza di un anno dal precedente “La Vita è un Tutto Sommato”, EP datato 2014, questo nuovo lavoro rappresenta un passo decisamente in avanti. Le cose iniziano a farsi serie insomma e il trio di Foligno costituito da Jacopo Magrini (chitarra e voce), Lorenzo Venanzi (basso) e Francesco Bitocchi (synth, batteria elettronica e voce) sembra rispondere in maniera convincente all’appello.
Le melodie filano vie lisce, ed ogni volta che il ritmo sembra rallentare un po’ troppo, accade comunque qualcosa che rimette tutto al posto suo. Semplicemente funziona.
E quando accade questo, serve aggiungere giusto solo l’occorrente.
Un certo “easy listening” un po’ troppo piacione rimane sempre li li in agguato, ma di fatto non prende ma il sopravvento e il disco rimane godibile fino in fondo senza divenire mai banale.
Le sonorità synth fanno capolino qua e la e in certi momenti si prendono anche decisamente la scena (come nell’intro di Marie Curie), ma l’aspetto cantautorale del progetto rimane la cifra stilistica che maggiormente caratterizza l’intero lavoro.
Le batterie elettroniche rimangono sullo sfondo, così a completare il disegno generale, ma non ne prendono mai volutamente il controllo.

Un disco da ascoltarsi come compagno di viaggio mentre si sta fuggendo da qualche troppo caotico traffico cittadino.
Oppure come morbido sottofondo per una giornata che se ne sta per finire.
…Evitando di scadere in una deriva “marzulliana” mi fermo e semplicemente ne consiglio l’ascolto!

01. Banco Ambrosiano
02. Biblioteche comunali
03. Fari spenti
04. Francesco non resiste
05. Infiniti mondi
06. Le persone buone
07. Marie Curie
08. Preghiera rossa
09. Prima dell’isola
10. Restiamo nascosti
11. Ultimi

Recensione a cura di: Simone Grazzi

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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staff