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Satantango – Satantango

(2025, Dischi Sotterranei)

Scegliere i paesaggi desolati di un filmone (dura 7 ore) di Bela Tarr per identificare la propria visione musicale è una dichiarazione d’intenti tanto importante quanto coraggiosa ed è da qui che bisogna inevitabilmente partire per parlare dei Satantango, duo composto da Valentina Ottoboni e Gianmarco Soldi, che trae il proprio nome dal film del regista ungherese (e non dal romanzo omonimo, da cui pure quel film era tratto, di László Krasznahorkai, premio nobel per la Letteratura 2025): i due, nativi della provincia di Cremona, si identificano in quei paesaggi oscuri e quasi privi di elettricità vitale e ne subiscono anzi la fascinazione, costruendo la loro musica sulle atmosfere rarefatte, avvolgenti e oniriche che sarebbero perfetta colonna sonora per una passeggiata in quei luoghi.

Se a tutto ciò ci uniamo l’evidente ascolto di band quali My Bloody Valentine o Cocteau Twins, che di certo i nostri due hanno incontrato sulla loro strada per la perdizione (musicale) ecco che ci troviamo di fronte a un’interessantissima proposta a cavallo tra shoegaze e dream-folk che negli otto brani di questo esordio mostra già un’evidente maturità e la capacità di condurre l’ascoltatore esattamente al centro di un mondo ben definito, un mondo in cui volutamente ci si dimentica del presente e ci si perde, affascinati, in un’altra epoca, in cui la fretta è totalmente bandita e si sta ai ritmi scanditi dagli agenti atmosferici, sole, pioggia, luce e buio.

I Satantango sono un sogno cinematografico d’antan, un film d’essai in un’epoca di cinepanettoni e per questo li ritengo la proposta italiana più interessante uscita quest’anno: gioiellini come “Permafrost” o “Cinema Tognazzi”, nonché “Strada Provinciale 6” sono tutto ciò che si merita chi ama perdersi nella musica, spegnendo per un po’ il mondo circostante.

Tracklist

  1. 9.11
  2. Gioventù, amore e rabbia
  3. Outro
  4. Permafrost
  5. Strada Provinciale 6
  6. Villa Alluvioni
  7. Sigla
  8. Cinema Tognazzi

 

Immagine che rappresenta l'autore: Alessio Gallorini

Autore:

Alessio Gallorini