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Rifkin Kazan – Disco solare

Lavoro decisamente corposo e denso di suoni questo nuovo album degli emiliani Rifkin Kazan. Dopo il primissimo e autoprodotto Ep “Botte di effimeri piaceri” e “Bulgarian Nirvana Marasma”, primo vero disco ufficiale (in download gratuito…e questo gli fa onore!!!) eccoci a “Disco Solare”.
Le contaminazioni musicali rimangono le stesse dei lavori precedenti. Sonorità balcaniche e orientali in un mix vorticoso un cui tutto si mischia a punk, metal, prog e hard-core!

Un frullato viscerale dove i momenti di relax si contano davvero sulle dita di una mano. Si parte con “Leve”, divertissemente sincopato, piacevole e decisamente molto orecchiabile. Direi vagamente pop. Nel senso decisamente buono del termine. Forse il pezzo più attuale tra tutte le 12 tracce dalle quali si discosta forse per una minor rabbia globale, escludendo ovviamente il dirompente finale chitarristico, fragoroso e potente. Il disco prosegue con “Toro torero”, decisamente più in linea con il suono generale del disco. La traccia scivola a mille all’ora tra spigolosi tornanti in un ritmo al limite dell’ipnotico. Ben suonato, ma i 3’56”, a me sono sembrati davvero un’eternità! Il concetto continua sulla stessa lunghezza d’onda anche su “Panino”, dove l’andamento diviene ancor più ossessivo, forse troppo…almeno per i miei gusti!
Sale in cattedra il prog e i virtuosismi raggiungono livelli in cui ci starebbe bene anche un sonoro applauso. Ed io lo ammetto, l’ho fatto! Peccato per il suono della tastiera, a mio avviso davvero datata e troppo ossessiva. Il disco prosegue con “Settimino”, dove qua e la fanno capolino sonorità fusion e con “Porta di Fuoco”, dove l’inizio metal lascia poi nuovamente la strada al prog che tutto risucchia e tutto porta via con se.

Tra chitarre che di sicuro sarebbero piaciute a David Allen, vedi “Super 4” e ritmi che si tuffano all’improvviso su sonorità mediterranee, vedi “Ora di scuola”, arriviamo a “Kusarikku”, traccia numero 10, forse il pezzo che meglio descrive l’intero album.
Tutto e il contrario di tutto, tecnicismi, follie ritmiche e sincopate che ai non amanti del genere faranno gridare a squarciagola “FERMATE TUTTO VOGLIO SCENDERE!!!”
Il giudizio sulla tecnica e la qualità complessiva del disco merita certamente il doversi togliere il cappello. Il risultato complessivo delle canzoni mi lascia invece un po’ perplesso.
Insomma,…io sono tra quelli che sarebbero voluti scendere molto volentieri già a metà disco!

01. Leve
02. Toro torero
03. Panino
04. Settimino
05. Porta di fuoco
06. Super 4
07. Ora di scuola
08. Battilo
09. Intermezzo
10. Kusarikku
11. Quanti
12. Credo sanguinario

a cura di: Simone Grazzi

Immagine che rappresenta l'autore: Gianni Antichi

Autore:

Gianni Antichi