Prova in vinile per il trio piacentino Red Sun , che a quasi due anni di distanza dall’uscita del loro esordio discografico, Triosophy, ne affidano la ristampa a Spin On Back e al tocco magistrale di Marc Urselli per la rimasterizzazione.
Ciò che colpisce già ad un primo ascolto è come una formazione composta da solo tre elementi, Stefano (chitarra), Mirco (basso) e Federico (batteria e synth), riesca ad orchestrare un addensato così carico di modulazioni sonore unitamente flessibili e spigolose, che si muovono con fare sinuoso tra le atmosfere della psichedelia Stoner e tra distensioni più dilatate. Il tutto mantenendo sempre un approccio prettamente rock, mirato ad esplorare l’esatto punto d’intersezione in cui si incontrano i suoni distorti e fluttuanti dello Space Rock con quelli caldi e avvolgenti del Desert Rock. Il risultato è un lavoro ben strutturato in otto tracce, ognuna completa di per sé, ma che nell’insieme va a costituire un unico racconto musicale senza voce, narrato solo attraverso gli strumenti e modulato intorno al nucleo tematico del viaggio. Un viaggio che parte da lontano e si dispiega tra esplorazioni cosmiche e passaggi in deserte lande oltreoceano per poi far ritorno a sé, all’io più intimo e nascosto dentro ognuno di noi.
Un’introspezione che scava nel profondo, dunque, ma non senza aver prima lanciato lo sguardo ben più in alto: questa è la filosofia del trio, la loro Triosophy (come rivela il titolo dell’album). Tre, come i lati del triangolo che è riportato sulla copertina, e come il numero perfetto emblematicamente connotato di significati esoterici. Questo è il punto da cui partono e a cui fanno ritorno i Red Sun, con un album denso e pienamente apprezzabile solo dopo averlo ascoltato più volte e averne colto il messaggio. C’è tutto dentro: lo sguardo sognante che si spinge verso l’infinito e oltre di “A Glance At the Starry Sky” con il suo intro essenziale fatto di vibrati di chitarra che si dispiegano progressivamente in un calibrato crescendo sempre più movimentato; c’è poi la luce incandescente che irradia pezzi come “The Morning Light” e “Hot Stone” con stridenti riff di chitarra, drumming consistenti e sessioni elettroniche; c’è il misticismo psichedelico di “Magic Dawn” e c’è l’atterraggio planato che si divincola tra le vette del suono per poi tuffarsi in oceani profondi come in “Paragliding Over the Ocean”; e, infine, ci sono anche le digressioni malinconiche e meditative di “Outro”.
Nel complesso, una buona prova che, grazie alla presenza di pezzi non eccessivamente lunghi e mai ripetitivi, non stanca l’ascoltatore, e gli permette di nuotare con facilità dentro la corrente triosofica dei Red Sun.
01. A glance at the starry sky
02. The road to the old mill
03. Hot stones under the sun
04. The morning light
05. Magic dawn
06. Paragliding over the ocean
07. Outro
a cura di: Francesca Mastracci
