2026, autoprodotto
Con Preda, i Pioggia Sui Disastri Ordinati costruiscono un disco attraversato da un senso costante di vulnerabilità. I sette brani che compongono il lavoro ruotano infatti attorno all’idea di essere preda degli altri, delle relazioni, delle aspettative sociali, delle proprie insicurezze o di una condizione personale da cui sembra difficile emanciparsi. Un filo conduttore che tiene insieme il disco sia sul piano narrativo che emotivo, trasformando disagio, frustrazione e senso di inadeguatezza in materia centrale della scrittura.
Guidata da Natalino Restaini, autore dei testi e voce del progetto, la band pontina si muove dentro coordinate alternative rock piuttosto riconoscibili, pescando da un immaginario sonoro fortemente legato al rock italiano degli anni Novanta e Duemila. Il timbro vocale di Restaini richiama in diversi momenti Federico Zampaglione, soprattutto nel modo di appoggiarsi alle linee melodiche più intime e riflessive, pur lasciando intravedere una predisposizione naturale verso aperture più accessibili e vicine al pop-rock d’autore.
Dal punto di vista musicale, Preda alterna episodi più nervosi e stratificati ad altri maggiormente lineari. “Insoddisfazione”, ad esempio, lavora su dinamiche in crescendo che ricordano certe tensioni emotive dei Verdena più melodici, mentre “Insicurezza” recupera atmosfere e soluzioni chitarristiche che rimandano al rock italiano di inizio anni ’90, con echi dei primi Litfiba.
Anche se a volte alcune intuizioni sembrano ancora in cerca di una forma completamente autonoma, il lavoro della band sembra funzionare come una fotografia emotiva coerente, attraversata da inquietudine, rabbia trattenuta e bisogno di riconoscersi dentro le proprie crepe.

Tracklist
1. Emergenza creativa
2. Insoddisfazione
3. Insicurezza
4. Preda
5. Ermetismo dinamico
6. Ferita
7. Battaglia personale