Con Eudaimonia, uscito lo scorso 24 aprile per Redgoldgreen Label, Picciony debutta ufficialmente in solo dopo il percorso condiviso con Talco e Maleducazione Alcolica. Un esordio che prova a trasformare anni di esperienze live, riferimenti culturali e contraddizioni generazionali in un progetto volutamente irregolare, dove rock, elettronica e cantautorato convivono senza cercare una sintesi troppo ordinata.
Già dal titolo — preso dal concetto greco di “eudaimonia”, legato all’idea di una felicità autentica e consapevole — il disco mette a fuoco la tensione tra umanità e iperconnessione, emotività reale e linguaggi sempre più filtrati dal digitale. Dentro le sette tracce convivono infatti passato e presente, nostalgia analogica e cultura online, dalle cassette e i CD fino a Spotify, TikTok e ai nuovi rituali dell’ascolto contemporaneo.
La scrittura di Picciony è ironica, disillusa, spesso provocatoria ma mai completamente distante emotivamente. La critica sociale attraversa il disco in maniera costante, concentrandosi soprattutto sugli effetti che l’attuale ecosistema tecnologico produce sull’individuo, sulla creatività e sulle relazioni.
Sul piano sonoro, Eudaimonia si muove continuamente tra contaminazioni e cambi di prospettiva, tra dubstep, strutture pop contaminate da elettronica, funk e cantautorato.
