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Il Niente – La nuova lingua del rospo

I ragazzi de “Il Niente” in questo loro lavoro sfoggiano un “classico” grunge che lo si può definire una fusione tra Nirvana e Verdena con qualche componente psicadelica, anche se solo in qualche apertura\chiusura di alcune canzoni.

Il lavoro in se si presenta davvero bene in tutte le sue sfumature, forse uno dei migliori che io abbia sentito ultimamente, infatti i suoni anche se a volte sono crudi e violenti, come è giusto che siano in questo genere musicale, riescono a sentirsi ben definiti e danno una sensazione di uniformità che coinvogle molto. Sempre restando nella parte strumentale ho apprezzato davvero tanto le melodie, le scale utilizzate e quelle dissonanze che arricchiscono in modo tutto fuorchè pesante il bagaglio artistico di questo lavoro. Poi arriviamo alla voce, ben impostata e soprattutto varia, non si fissa su di un solo stile, spazia dal pulito melodico, al costretto “in stile Kurt”, allo scream più moderno. L’espressione vocale e i testi descrivo molto chiaramente quella rabbia adolescienziale che tutti noi abbiamo passato, dando quasi una nota malinconica a tutto il contesto. Una cosa che mi ha sorpreso è che siano riusciti ad incastrare bene il contorno musicale a questo stile contando che i testi sono interamente in italiano.

Note negative in generale non ce ne sono, sicuramente da questa band ci si può aspettare un ulteriore passo in avanti nel prossimo album, ma intanto ci godiamo questo lavoro davvero ben fatto.

01. Clipper
02. Vetro
03. Nuovo
04. Carne
05. Origami
06. Lingue
07. 7
08. Rospo

Recensione a cura di: Devis Gambarotto

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