Skip to content
OLIVIA RODRIGO – you seem pretty sad for a girl so in love –   Montegro, è uscito il singolo “Saturi” –   The Offspring – Rock In Roma (Ippodromo delle Capannelle), 09.06.2026 –   Carne Fresca – Suoni Dal Futuro: il doppio vinile –   JAZZ OPEN MODENA: al via dal 13 al 18 luglio 2026 –   CIRCLE JERKS A ROMA PER INVINCIBLE FESTIVAL –   KOMPROMAT e WHITEMARY a Roma per LA FESTA DELLA MUSICA –   Gli Interpol sono tornati con due singoli che anticipano This Mirror Weighs a Ton –   Primavera Sound 2026 – il nostro porto sicuro nella tempesta –   Addivvi: il nuovo singolo –   10 anni di La Fine dei Vent’anni di Motta –   Del tempo che passa la felicità: le quindici primavere di Spring Attitude –   Leo Noir presenta “10, 100, 1000 voci” –   Moonari: pubblicata la live session del brano “L’IMPRESSIONE CHE HO DI TE” –   Antologia d’amore – Esce l’album “gioiello” di Mico Argirò –   OLIVIA RODRIGO – you seem pretty sad for a girl so in love –   Montegro, è uscito il singolo “Saturi” –   The Offspring – Rock In Roma (Ippodromo delle Capannelle), 09.06.2026 –   Carne Fresca – Suoni Dal Futuro: il doppio vinile –   JAZZ OPEN MODENA: al via dal 13 al 18 luglio 2026 –   CIRCLE JERKS A ROMA PER INVINCIBLE FESTIVAL –   KOMPROMAT e WHITEMARY a Roma per LA FESTA DELLA MUSICA –   Gli Interpol sono tornati con due singoli che anticipano This Mirror Weighs a Ton –   Primavera Sound 2026 – il nostro porto sicuro nella tempesta –   Addivvi: il nuovo singolo –   10 anni di La Fine dei Vent’anni di Motta –   Del tempo che passa la felicità: le quindici primavere di Spring Attitude –   Leo Noir presenta “10, 100, 1000 voci” –   Moonari: pubblicata la live session del brano “L’IMPRESSIONE CHE HO DI TE” –   Antologia d’amore – Esce l’album “gioiello” di Mico Argirò –  

OLIVIA RODRIGO – you seem pretty sad for a girl so in love

Anatomia di una caduta (d’amore)

Quando vidi per la prima volta The Virgin Suicides di Sofia Coppola avevo qualcosa come 13 anni e ricordo esattamente che ne rimasi folgorata per l’estetica retro-pop, così girlish e vezzosa, in completo contrasto con lo sguardo penetrante con cui invece veniva indagato il malessere adolescenziale femminile in tutte le sue idiosincrasie. Tra farfalle nello stomaco e ossessioni, bisogno di sentirsi protette e aver paura di perdersi in slanci troppo idealizzanti, a quell’età inizia ad affacciarsi in noi il sospetto che non ci sia amore senza dolore. E tale presentimento (ma a 13 anni questo non lo sapevamo ancora) avrebbe continuato da quel momento in poi a far parte delle nostre vite, accompagnando ogni relazione futura.

Ce lo ricorda Olivia Rodrigo, che per l’artwork e le foto promozionali del suo nuovo disco ha scelto proprio di ispirarsi al mood del film di debutto di Sofia Coppola, infondendo nella sua narrazione questo ulteriore livello di lettura. Del resto, già il titolo è di per sé anche abbastanza inequivocabile: you seem pretty sad for a girl so in love. E infatti il disco si presenta come una sorta di distico composto da un lato A (girl so in love) in cui vengono esplorati i momenti iniziali legati al nascere di una storia d’amore fino al sorgere delle prime incertezze, per poi arrivare a un lato B (you seem pretty sad) incentrato, al contrario, sulla fine della relazione e sulle sue ripercussioni.

Ormai, e possiamo dirlo anche con una certa dose di sicurezza, da Olivia Rodrigo non ci si può aspettare un fallimento. Dopo l’esordio brillante nel 2021 con SOUR e la conferma altrettanto valida di GUTS del 2023, l’ex enfant prodige di Disney Channel confeziona il capitolo più audace e complesso della sua discografia (a 23 anni!), proseguendo la tradizione collaborativa con Dan Nigro, che ne firma la produzione e la co-scrittura.

Gioca con le complessità in maniera sfrontata, mantenendo ben chiara la direzione che vuole intraprendere, e consapevole dell’autenticità disarmante con cui è in grado di costruire il suo universo lirico. Anche stavolta non ha paura di dichiarare esplicitamente le influenze che cospargono l’immaginario del disco, sia a livello estetico (come abbiamo già visto) che a livello musicale, con continui richiami alla scena new wave inglese degli anni Ottanta. Anzi, se ne compiace talmente tanto da volere che una di queste faccia addirittura la sua comparsa diretta all’interno della scaletta. E non stiamo parlando di una guest qualsiasi, bensì di Robert Smith in persona, che presta la sua voce in “what’s wrong with me”, uno dei feat più riusciti che pure mai ci saremmo aspettati. Li avevamo già visti insieme sul palco di Glastonbury lo scorso anno nella rivisitazione di qualche pezzo dei Cure, ma la scorsa settimana al Primavera Sound hanno presentato a sorpresa in anteprima il loro singolo ed è stato un vero tripudio. Il connubio tra le due voci funziona perfettamente, creando una splendida unione intergenerazionale di dolcezza e malinconia, melodie catchy, esacerbate dai synth luminosi e pulsanti, ma con un testo che lascia spiazzati per la precisione chirurgica con cui descrive la fine di una relazione.

I Cure sono però una presenza diffusa anche all’interno di tutto disco; c’è già a prima vista scorrendo la tracklist un riferimento espresso nella traccia omonima (che però non ha effettive connessioni con la band), e subito nel singolo d’apertura “drop dead” viene citato “Just Like Heaven”. Ma è in pezzi come “maggots for brain” e ancor di più in “u + me = <3” che ritroviamo il maggiore tributo al soundscape della band inglese con linee di basso gommose impigliate ai synth cristallini e a quegli inconfondibili arpeggi di chitarra limpidi che hanno infuso la loro era pop.

Il resto del disco, nella sua duplice ripartizione, intesse una trama sonora che alterna atmosfere chamber pop (come la già citata “the cure” o la conclusiva “cigarette smoke”), melodie a metà strada tra le sintetizzazioni new wave e una sorta di edonismo elettronico ovattato (come “drop dead”, “stupid song”, che dopo un intro suggestivo al piano esplode in un crescendo ritmico progressivo, o i groove nu-disco di “expectation”), virate pop-punk (“my way” dagli umori molto GUNTS) e ballate cinematografiche piene di romanticismo (come la suggestiva “honeybee” con piano e archi, che la stessa cantautrice definisce come “una canzone ideale per un matrimonio”).

you seem pretty sad for a girl so in love è una sequela di ritornelli a presa diretta e melodie accattivanti ma mai stucchevoli, malinconie languide e solenni in pieno stile Rodrigo. Il tutto immerso in abissi contemplativi che si traducono in maniera acuta e sagace in immagini in grado di farci ritrovare perfettamente negli scenari che descrivono. La me adolescente sarebbe impazzita ascoltando un disco del genere, la me ormai adulta ancora di più.

TRACKLIST:

  • 1.drop dead
  • 2.stupid song
  • 3.honeybee
  • 4.maggots for brain
  • 5.u + me = <3
  • 6.my way
  • 7.purple
  • 8.the cure
  • 9.begged
  • 10.what’s wrong with me
  • 11.less
  • 12.expectations
  • 13.cigarette smoke

 

 

Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci