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Bloc Party – Hymns

E’ il quinto album dei Bloc Party, il cui marchio è una garanzia di appeal, ma di fatto il prodotto della metà dei loro fondatori. Matt Tong (batteria) e Gordon Moakes (basso), infatti, non sono più presenti nella line up.

E il risultato finale cambia. Storici capitoli come Silent Alarm e A Weekend in The City hanno basato parte del proprio successo anche sulla propulsività di una sezione ritmica che ha fatto spiccare questa band rispetto al mare magnum indie dell’epoca; e l’assenza di questa, in Hymns, ci lascia sì un disco sufficientemente godibile in chiave pop, riuscita nell’abbondante uso di suoni synth e pad friendly. Tuttavia l’idea d’insieme è di qualcosa che si è perso per strada. Era infatti l’occasione affinchè le influenze elettroniche di Kele (voce e leader) e Russel (chitarra) sostituissero un tipo di impatto ad un altro. Invece non c’è la stessa prepotenza. Resta l’inconfondibile orecchiabilità delle melodie, suoni ed arrangiamenti comunque convincenti, ciò nonostante le novità non sono degne di quanto messo da parte. E l’idea che qualcosa di già espresso possa ripetersi è dietro l’angolo. Va dato atto al singolo The Love Within di essere una canzone dal gioco coraggioso, capace di piacere o far storcere il naso, che poteva essere un’interessante idea di partenza sul disco.Però la cosa in realtà non avviene.

Da una band del genere le aspettative sono alte, e di fatto una parte di queste sono state disattese. Io, comunque, rimango loro fan.

01. The Love Within
02. Only He Can Heal Me
03. So Real (Okereke, Lissack, Harris)
04. The Good News
05. Fortress
06. Different Drugs
07. Into the Earth
08. My True Name
09. Virtue
10. Exes
11. Living Lux

Recensione a cura di: Alessandro Piccaluga

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