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AVALON EMERSON – Written Into Changes

(2026, Dead Oceans)

Può una Dj diventare una star dell’indie-pop?

A giudicare da quello che sta facendo Avalon Emerson con i suoi primi dischi, dopo essere stata una star della consolle capace di suonare in luoghi iconici come il Berghain, non solo può ma ci riesce perfettamente: Written Into Changes, seguito del fortunato esordio & The Charm, è un gioiellino di bpm pompati (“Happy Birthday”) e intimità soft e accattivante (“Jupiter and Mars”), il tutto caratterizzato dall’estensione vocale per niente male della ragazza, che ha tutte le carte in regola per diventare una (pop?) star.

Se aggiungiamo a tutto questo la produzione dell’ex Vampire Weekend Rostam Batmanglij ecco che ne viene fuori un disco di quelli da far girare nello stereo a ripetizione, con le sue hit che abbracciano un arco sonoro che può catturare da chi ama il dream pop (“I don’t want to fight”) a chi apprezza certa musica dance più raffinata (“God Damn”).

Avalon Emerson e la sua band (in cui spicca il produttore inglese Nathan Jenkins, noto come Bullion) non si fossilizzano in un genere ma anzi, cercano di muoversi negli interstizi tra un genere e l’altro e ci riescono alla grande, regalando un disco piacevolissimo che ci porta come palline da ping pong a rimbalzare nella vita di Avalon e nei suoi continui spostamenti tra Los Angeles, Berlino e New York, con ogni città che sembra aver forgiato una parte del suo animo e di conseguenza un brandello del suo sound.

Written Into Changes è un disco da cui farsi travolgere, pronti a farsi trasportare dovunque la musica ci suggerisca, seguendo quella che si propone di essere come una delle artiste più creative degli ultimi anni.

 

Tracklist

  1. Eden
  2. Jupiter and Mars
  3. Happy Birthday
  4. Written into Changes
  5. Wooden Star
  6. God Damn (Finito)
  7. How dare this beer
  8. Country Mouse
  9. I don’t want to fight
  10. Earth Alive
Immagine che rappresenta l'autore: Alessio Gallorini

Autore:

Alessio Gallorini