I Die Abete tornano con Giovani Volpi, un disco che rilancia con ancora più decisione e consapevolezza il percorso della band ternana all’interno di territori in cui hardcore, screamo, math e punk si intrecciano continuamente fino a collidere. Un lavoro compatto, nervoso e radicale, che arriva dopo due anni di intensa attività live e rappresenta un momento di trasformazione netta per la band. I Die Abete spingono ulteriormente il proprio linguaggio verso qualcosa di più essenziale e feroce, senza rinunciare alla tensione emotiva e alla ricerca sonora che li ha da sempre contraddistinti.

Nel descrivere il disco, uscito oggi via To Lose La Track, la band lo definisce “un lavoro sul corpo e sull’istinto, sulla perdita di controllo e sulla lucidità che arriva quando smetti di cercare soluzioni o di subirle”. Una tale urgenza attraversa l’intero album, declinandosi in brani velocissimi, esplosioni hardcore e momenti più controllati (come la chiusa con “Stomaco” con il suo singalong amaro e privo di consolazioni facili).
Ad aprire il lavoro è “Mai”, che con la sua batteria serrata, le chitarre abrasive e un testo che funziona come una dichiarazione d’intenti, traccia immediatamente lo spazio entro cui si dispiega l’intera tracklist. Il resto dell’album procede infatti spedito tra le convulsioni post-hardcore della title track, gli echi stoner di “Punto, Linea, Superficie”, le interferenze industrial di “Nessuno” e l’emotività perennemente sull’orlo del collasso di “Stalker.
Il risultato è un disco compatto e instabile allo stesso tempo, capace di spostarsi continuamente tra irrequietezza ritmica, frammentazione emotiva e una ricerca sonora che consolida la traiettoria sempre più identificativa per i Die Abete dentro la scena hardcore italiana.

TRACKLIST
- Mai
- Gola
- Giovani Volpi
- Nessuno
- Stalker
- Salita
- Punto, linea, Superficie
- Stomaco
