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Matmata – Limen

I Matmata prendono il nome da una piccola città berbera in Tunisia nota per le case di origine troglodita ricavate scavando nel terreno o nelle colline. A dispetto dell’immagine desertica che il nome può evocare il suono della band è piuttosto autunnale e si basa quasi esclusivamente sui classici chitarra, basso, batteria e piano. La voce è spesso in falsetto, sopratutto quando il ritmo della canzone si alza.

Il disco parla quasi esclusivamente di un argomento: “l’amore”. Undici pezzi e mezzo su dodici dell’album infatti parlano di amore tradito, amore ricambiato, amore incompreso, amore nuovo, amore che si proietta al futuro, amore che svanisce ecc. mentre il dodicesimo è una cover acustica mezza in italiano mezza in inglese di “Strange World” di Ké (a cui partecipa anche l’autore originale) in cui, nella fattispecie, la parte in italiano canta di -indovinate un po’- amore.
Musicalmente parlando, al di la dell’idea interessante di quasi coverizzare uno dei principali one hit wonder degli anni ’90 (decennio a cui la band paga un discreto tributo in termini di stile) spiccano pezzi come “Come gli alberi d’inverno” per il benjo usato come strumento principale o “Fino all’ultimo”, per i ritmi rock spagnoleggianti. Gli altri rimangono grosso modo tutti sullo stesso livello sonoro e stilistico, senza nessuno che risalti particolarmente.

Limen è – esclusivamente – un disco di canzoni d’amore, se si esclude l’unico pezzo non scritto dalla band (Strange World sarebbe una canzone sulla guerra e sulla distruzione della terra da parte dell’uomo). Questo sicuramente lo rende abbastanza monotono sul piano dei testi e in parte delle musiche, che solo in rari casi risaltano in qualche modo.

01. Tutto in una stanza
02. Uno
03. Se chiudo gli occhi
04. Lacrime e sangue
05. Sono un segreto
06. Sulle rive del fiume
07. Fino all’ultimo
08. Strano mondo (Strange world)
09. Lei è noi
10. Come gli alberi d’inverno
11. Dovunque vuoi che io sia
12. Salvami

a cura di: Pucc

Immagine che rappresenta l'autore: Gianni Antichi

Autore:

Gianni Antichi