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Amarcord – Vittoria

Gli Amarcord in questo loro lavoro “Vittoria” esibiscono un pop\rock influenzato molto dalle vecchie gloriose rock band italiane, capitanate dai litfiba, aggiungento suoi o situazioni comunque odierne. L’intero album sembra essere studiato in modo da riusultare leggero e molto lineare lungo le sue tracce, quindi senza esserci grosse variazioni tra una canzone e l’altra se non per qualche particolare melodico o ritmico, ma restando sempre comunque ben attento a non incappare in 11 tracce uguali. Come appena detto la parte strumentale risulta molto leggera anche se molto ben strutturata, sia nella parte melodica in cui nessun strumento ne fa da padrona, sia nella parte ritmica in cui gli strumenti fanno da ottimo appoggio per la voce del cantante.

La voce, con una timbrica molto particolare, non si esibisce in prestazioni tecniche o talentuose particolari, ma si centra molto sulla fase ritmica e narrativa per colpire. Infatti spostando qualche accento o modulando la ritmica delle parole, come abbiamo a volte sentito fare a Max Pezzali per intenderci, riesce coinvolgere l’ascoltatore e a portarlo per mano lungo tutto il tempo. I testi e le situazioni raccontate rappresentano i legami con le persone, la moggior parte a livello amoroso, ma in tutte le sue forme, dal sentimentale, al carnale allo stato psicologico. Questo, anche se l’amore è un argomeno divvenuto ormai banale, è un ottimo modo per non risultare banale oppure ripetersi nel corso del tempo.

L’unica nota negativa che posso attribuire loro resta sempre nella parte vocale, in cui proprio la sua particolare ritmica narrativa a volte risulta essere fuori luogo o comunque troppo forzata, staccando quindi dalla linearità che quest’album da nel suo contesto generale, e interrompendo quel legame fatto con l’ascoltatore.

01. Balene
02. Tutti fermi
03. Corde amare
04. I nostri discorsi
05. Psicosi
06. Vittoria
07. Il vostro gioco
08. Sulle mie spalle
09. Strani giorni
10. DNA
11. Lucifero o Beatrice

Recensione a cura di: Devis Gambarotto

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