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The Wonder Years – No Closer To Heaven

The Wonder Years è una band pop punk di Philadelphia, tornano ora con il loro quinto album, “No Closer To Heaven”, composto da 13 tracce, uscito a settembre per Hopeless Records. Il loro stile è leggermente diverso dal solito pop punk, le canzoni passano da un estremo all’altro, dal pop al punk, ma fatto in modo gradevole e ragionato.

La prima canzone “Brothers &” ha coretti molto pop e risulta quasi fuorviante rispetto al resto della produzione, ma come apertura riesce a creare la giusta attesa e curiosità. I cori rimangono anche nel resto della produzione, ma virano verso un’anima più dura. I temi che vengono percorsi in testi e musica riguardano una parte importante della vita e delle perdite della band, il dolore di non essere riusciti a salvare dal suicidio il loro amico Mike Pelone, l’impotenza e la fatalità di non essere salvatori. In “Stained Glass Ceiling” la band ha collaborato con Jason Aalon Butler dei Letlive, sia per la composizione che alla voce.
“I Don’t Like Who I Was” è forse la prima canzone che mantiene tutta la velocità punk, alternata a bridge leggermente più lenti. In generale, rispetto alle altre produzioni della band, questo è un lavoro che risulta più lento, ma anche più maturo e mostra l’evoluzione e il percorso intrapreso da The Wonder Years”. Nonostante la loro anima pop, le loro melodie riescono ad essere comunque più complesse rispetto a quelle commerciali, ci sono tante alter band pop punk che riescono ad avere maggiori consensi per la loro orecchiabilità, mentre The Wonder Years non è così semplice e diretta.

Album equilibrato, buona la produzione, il loro sound è riconoscibile, forse hanno poca varietà compositiva, ma è un buon lavoro nel complesso. Potrete ascoltare anche spunti rock nelle chitarre. Da ascoltare e da comprare, produzione interessante in ambito pop punk con sorprese che si distaccano dal genere e che portano alla maturazione del gruppo.
La chiusura è affidata alla dolce “No Closer To Heaven”, tutta voce e chitarra, un percorso che si apre con “Brothers &” e le parole “We’re no saviours if we can’t save our brothers” e si chiude quasi a bassa voce.

01. Brothers &
02. Cardinals
03. A Song For Patsy Cline
04. I Don’t Like Who I Was Then
05. Cigarettes & Saints
06. The Bluest Things On Earth
07. A Song For Ernest Hemingway
08. Thanks For The Ride
09. Stained Glass Celilings
10. I Wanted So Badly To Be Brave
11. You In January
12. Palm Reader
13. No Closer To Heaven

Recensione a cura di: Valentina Ferrari

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