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TUTTI FENOMENI – Lunedì

C’è sempre una gentile aura di mistero attorno a Tutti Fenomeni, il progetto musicale del romano Giorgio Quarzio Guarascio. Testi criptici, esoterici e ironici, ricchi di immagini pop; melodie che echeggiano i classici italiani; una vocalità monotona e quasi mantrica, sostenuta da beat elettropop minimali: elementi che lo hanno reso oggetto di culto fin dal debutto Merce Funebre del 2020 e poi con il piccolo capolavoro Privilegio Raro del 2022.

Non poteva che essere tanto piacevole quanto inaspettato il ritorno sulle scene con questo terzo album, Lunedì, che segna un netto cambio di rotta rispetto ai lavori precedenti. Una svolta dovuta anche al divorzio artistico con l’eminenza grigia dell’indie pop italiano Nicolò Contessa (I Cani), produttore dei primi due dischi, e al nuovo sodalizio con un altro protagonista di quella stessa felice stagione del cosiddetto indie italiano: Giorgio Poi.

L’apporto del cantautore piemontese è ben percettibile nei toni più luminosi dell’album, dove il cinismo tipico di Tutti Fenomeni viene diluito da melodie ariose e arrangiamenti orchestrali, lasciando trasparire — anche nei testi — uno sguardo sempre pungente ma attraversato da una nuova speranza. Tanto da dar vita a un disco composto quasi interamente da canzoni d’amore. O, meglio, sull’amore: su come ne parlano la letteratura, la politica, la società, la psicanalisi.

ph. Lorenzo Castore

Ad aprire il disco è “La ragazza di Vittorio”, secondo singolo estratto e ironica litania pop sulla banalizzazione del sesso nel mondo digitale, un universo in cui l’unica arma contro il dominio tecnologico resta la fede nell’amore. Segue “Col tuo nome”, brano più ritmato in cui Giorgio recupera il suo “passato” da rapper per raccontare, con sarcasmo, la sensazione dolceamara di non riuscire a dimenticare una persona amata. I BPM salgono ancora in “Mao”, traccia elettropop ricca di immagini assurde e brillanti che descrive la difficoltà dei rapporti romantici nell’epoca contemporanea, filtrati da paure, ideologie e dipendenze, dove la semplicità non è più contemplata (“ritornare bambini è impossibile, sarà più facile toccare la luna”).

“Morire a vista mare”, con il suo riff di flauto di pan su base funk, recupera e aggiorna le atmosfere del primo album, esplicitando l’onnipresente vena battiatiana nella miscela tra cultura pop e cultura alta. La stessa tensione è ben presente anche nella successiva ballata “Piazzale degli Eroi”, primo singolo del disco e classico istantaneo nel suo sguardo ironico, cinico eppure profondamente dolce sull’amore.

“La felicità del cane” è una sorta di skit che divide idealmente l’album in due: una voce di bambino propone un’analisi violentemente comica della società contemporanea, quasi a mettere le frasi più sferzanti proprio in bocca all’innocenza. Il gusto melodico di Giorgio Poi emerge con chiarezza in “Vanagloria”, brano che richiama l’indie italiano degli anni Dieci — quello da cui provengono lo stesso Poi e i già citati I Cani — e in cui tornano i temi della sessualità e delle relazioni.

Un lento ritmo ternario, quasi jazzato, sostiene “Formentera”, brano prevalentemente strumentale dal testo essenziale sugli addii, dove il vero protagonista è il dialogo malinconico tra sintetizzatore e sassofono. “29 febbraio” rialza nuovamente il ritmo prima del finale: su un beat elettronico minimale, cita Rossini mentre Giorgio riflette — tra suggestioni e aforismi surreali — sulla difficoltà di andare avanti dopo una rottura (“L’attimo passa in un lampo, ma il passato non ci abbandona mai”).

A chiudere l’album è l’epica e malinconica “Love Is Not Enough”, che riassume il tema delle tribolazioni interiori legate all’amore, riprendendo la frase “Perché da qualche parte tra il Big Bang e l’Apocalisse c’è il nostro amore”, già presente nel brano d’apertura, a sottolineare l’unitarietà narrativa del disco.

Giorgio è cresciuto. Ha raggiunto la maturità artistica a cui era destinato, configurandosi definitivamente come una delle voci più originali e riconoscibili di un panorama pop italiano sempre più stanco — e stancante.

Tutti Fenomeni tornerà a suonare dal vivo per due appuntamenti imperdibili a Roma e a Milano, in attesa dell’annuncio di un possibile tour promozionale.

ph. Lorenzo Castore // artwork: Valerio Bulla

 

TRACKLIST

  1. 1. La ragazza di Vittorio
  2. 2. Col tuo nome
  3. 3. Mao
  4. 4. Morire vista mare
  5. 5. Piazzale degli Eroi
  6. 6. La felicità del cane
  7. 7. Vanagloria
  8. 8. Formentera
  9. 9. 29 febbraio
  10. 10. Love is not enough

 

 

Foto di Lorenzo Castore

Artwork di Valerio Bulla

Immagine che rappresenta l'autore: Marco Andreotti

Autore:

Marco Andreotti